Ostia, l’operazione legalità di Sabella e l’immagine del Comune

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Ostia, l’operazione legalità di Sabella e l’immagine del Comune

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Pare ormai che sul lungomare di Ostia si vada giocando una partita per la legalità, ma anche di immagine per il sindaco e la sua amministrazione. Una battaglia che in altre situazioni potrebbe solo significare il ripristino di semplici regole amministrative ora assume l’aspetto di una lotta senza quartiere alla Mafia/e che peraltro già da tempo va conducendo la Procura che ha giù decapitato in parte il clan dominante, quello dei Fasciani. Ancora Stamane Alfonso Sabella, assessore alla Legalità intervenendo ai microfoni di una emittente privata faceva osservare che a «Ostia del mare si sente l’odore, ma il mare non si vede». E con riferimento all’apertura dei varchi e all’abbattimento dei chioschi abusivi ha parlato di un inizio, nonostante le proteste di alcuni operatori del litorale. Poi ha aggiunto «sulla storia di Castelporziano si era creata una sorta di trattativa per dire “lascio aperti i chioschi anche in questa stagione, non eseguo il provvedimento e poi a fine stagione li rimetto in regola a modo mio”», ma la legalità «non può essere oggetto di scambio. Non si può trattare col rispetto delle regole».

OPERAZIONE LEGALITA’ – Quella di ieri a Ostia è stata un’operazione in grande stile che per certi versi a Sabella ha ricordato la lotta alla mafia quando era procuratore a Palermo: «Ci sono delle analogie, ma stavolta non si trattava di andare ad arrestare un grande boss, solo di far eseguire un provvedimento amministrativo». I titolari di alcuni stabilimenti hanno già detto che chiederanno i danni, ma il Comune rischia davvero di pagarli? Sabella è chiaro: «A Castelporziano il rischio è limitato e comunque il gioco vale la candela. Il rischio sui chioschi è prossimo allo zero, sono oggettivamente abusivi e andavano tirati giù, poi se si è fatto qualche errore nell’esecuzione vedremo, pagheremo i danni, meglio correre questo rischio che mantenere in quel degrado Castelporziano».

RISPETTO DELLE REGOLE – ui varchi invece ha agito nel pieno rispetto delle regole perché «quella non è proprietà privata, il mare è di tutti, i varchi devono restare aperti». Roma per certi versi non era abituata ad un personaggio come Sabella e lui  stesso conferma che qualcuno vorrebbe allontanarlo da questa sua esperienza di assessore alla legalità. «Questo è evidente – prosegue-  Aver disposto una maggiore trasparenza nell’operato della pubblica amministrazione e aver dato un supporto tecnico ai colleghi della giunta sul piano di alcune procedure, può aver dato fastidio a tante persone, a quelli che vogliono continuare col malaffare e l’indifferenza. Ma io non mollo».

REVISIONE DELLE CONCESSIONI – Sabella mette in previsione anche una revisione delle concessioni ai gestori degli stabilimenti: «Va rivista tutta la gestione del litorale, dovrebbe essere l’affaccio della capitale sul Mediterraneo e invece è lungomuro più che un lungomare» tanto più che per le concessioni «non ci vuole nessuna legge, serve solo qualche strumento urbanistico.» Basta lavorare anche sulla legge del 2006 che «se fosse stata applicata prima adesso il problema sarebbe già risolto». Chi voglia “farlo fuori” dalla giunta rimane un mistero soprattutto dopo che sono stati chiariti i dissapori con Sel (vedi link Peciola) sul suo coinvolgimento sui fatti del G8 alla caserma di Bolzaneto a Genova.

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SABELLA E LE OPPOSIZIONI – Non solo, ma apprezzamenti sul suo lavoro vengono anche dalle opposizioni. Infatti dopo la difesa nei suoi confronti dell’ex vice sindaco di Alemanno, Sveva Belviso, un assist gli è arrivato anche dalla senatrice grillina Paola Taverna proprio nel corso della stessa trasmissione. Alla Domanda se M5S invidia a Marino un assessore come Sabella, la senatrice ha risposto «sono contenta che Sabella sia al servizio della cittadinanza, non credo che sia politicamente schierato, ma attivamente vivo nell’interesse della città.

IL PD E SABELLA – Se il Partito Democratico avesse sempre messo in mostra dei personaggi come Sabella forse ci sarebbe stato un dialogo differente». Una dichiarazione che lascia aperte molte porte agli schieramenti politici soprattutto in vista delle elezioni previste a maggio proprio a Ostia che oltre alla accessibilità del bagnasciuga soffre di altri problemi non necessariamente legati a  ‘mafia capitale’. Etichetta sotto la quale si tende ormai a giustificare tutto il mal vivere di questa metropoli.

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