Rai, che fine ha fatto la desaparecida Anna Maria Tarantola?

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Rai, che fine ha fatto la desaparecida Anna Maria Tarantola?
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Recentemente ci siamo svegliati di notte di soprassalto e ci è venuta in mente una signora squisita, che indossa sempre tailleur firmati, con collane e orecchini splendenti ( alcuni esperti potrebbero attribuirli a Tiffany e Pomellato e a Cartier l’orologio al polso). Una settantenne mite e cauta che ha qualcosa della nonnina dai capelli candidi che serviva il caffè negli spot della Lavazza di tanti secoli fa. Ce ne eravamo dimenticati. Che fine ha fatto questa signora attempata e profumata di buono, ovvero Anna Maria Tarantola che dal giugno 2012 è stata nominata personalmente da Monti (qualcuno se lo ricorda?) presidente della Rai?

ASCESA E DECLINO – É bene non trascurare il fatto che la Presidente ha un ufficio megagalattico al settimo piano di viale Mazzini, uno staff formato da dirigenti e dipendenti, una macchina blu con autista e uno stipendio che si aggirerebbe intorno ai 300mila euro l’anno. Una gran bella cifra, considerando che la signora ha anche una pensione d’oro per essere stata per anni dirigente della Banca d’Italia. Chi l’ha vista? Federica Sciarelli potrebbe fare una puntata speciale del suo programma. Effettivamente Anna Maria Tarantola all’inizio del suo mandato è partita frenetica, annunciando soprattutto il suo impegno per la moralizzazione della Rai, come paladina delle donne viste dalla tv solo come “oggetto”. Indimenticabile la sua epica battaglia che portò a chiudere Miss Italia. Poi lentamente si sarebbe ritirata nel silenzio della sua torre dorata, messa nell’angolo dal direttore generale Luigi Gubitosi. Da quel momento ci sembrerebbe che come presenza fattiva, considerando che è ben pagata da noi contribuenti, la “nonnina” della Rai abbia realizzato ben poco.

CONTRADDIZIONI – Molte parole ma pochi fatti insomma. Ad esempio sul caso del consigliere Verro che avrebbe scritto un fax a Berlusconi in cui segnalava 8 trasmissioni che sarebbero antigovernative, ci pare che le cose vadano per le lunghe. E come la mettiamo con gli sculettamenti che nel programma “L’eredità” imperversano con giovani e belle ragazze che a malapena spiccicano due parole d’italiano?  E sul fatto che “Affari tuoi” sia un programma che propone a milioni di italiani il gioco d’azzardo come stile di vita? La sua campagna di moralità che fine ha fatto, dove starebbe la difesa del servizio pubblico? L’elemento che ci ha sorpreso di più è che la Presidente non abbia mosso un dito per  intervenire su alcuni programmi che ultimamente si sono lasciati prendere dalla deriva del crime (come fece all’inizio contestando e cacciando il responsabile Toaff de La vita in diretta). La signora Tarantola ha preteso che venissero vestite le ballerine, ma ha lasciato che in alcuni programmi della Rai venissero denudate le peggiori attività criminose, come omicidi, stupri, bambini violentati.

L’ESEMPIO DI ELEONORA DANIELE – Un accumulo di atrocità che hanno spinto anche il Presidente dell’ordine dei giornalisti Iacopino, appoggiandosi ai dati di una ricerca in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, a denunciare che in tv nelle ore della fascia protetta venga praticata la “spettacolarizzazione del dolore” e in particolare in “Storie vere”. Come abbiamo più volte ripetuto, Eleonora Daniele, la conduttrice sotto l’ala protettrice di Lucio Presta & Leone, candidata anche ad “Estate in diretta”, ha superato di gran lunga l’argine del servizio pubblico. Come mai la nostra deliziosa signora dai capelli candidi non è intervenuta? Forse solo Toaff era da cacciare? Non sta accadendo la stessa cosa con i dirigenti di oggi e forse ancor peggio d’allora? Come sempre non è la coerenza la strada più battuta in Italia. Noi che perdoniamo sempre, possiamo solo aggiungere che forse Anna Maria Tarantola ormai è scoraggiata, anche perché certe forze che dominano la Rai non sono facilmente contrastabili. Neanche il Presidente riuscirebbe a scalfire il potere di un manager o di una conduttrice? Boh!

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