Irriducibili Lazio liberi: ecco perché gli ultras sono stati assolti

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Irriducibili Lazio liberi: ecco perché gli ultras sono stati assolti

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Si è conclusa con cinque assoluzioni l’odissea giudiziaria di quattro tifosi laziali del gruppo degli “Irriducibili“.

LE ASSOLUZIONI – Gli ultras Fabrizio Toffolo, Yuri Alviti, Paolo Arcivieri e Fabrizio Piscitelli, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, diffamazione, tentata estorsione, istigazione a delinquere, danneggiamento, minaccia a pubblico ufficiale e porto d’armi improprie, sono infatti stati assolti perché il fatto non sussiste.

LE PRESCRIZIONI – Sono invece risultati prescritti i reati di cui erano stati chiamati a rispondere Stefano Marinelli, Ermanno Pansa e Gaspare Carista. A stabilirlo sono stati i giudici della sesta sezione collegiale del Tribunale di Roma.

I FATTI CONTESTATI – Gli episodi per cui i tifosi biancocelesti erano stati chiamati in causa risalivano fino al 2001, dalla diffamazione a mezzo del programma radiofonico “La voce della Nord”, all’esposizione di striscioni offensivi allo stadio Olimpico. Per quanto riguarda la tentata estorsione, invece, alcuni degli imputati erano accusati di aver fatto pressioni sulla società biancoceleste al fine di ottenere, attraverso la società “original fans”, riconducibile agli ultras, la gestione dei “Lazio Point”. La vicenda giudiziaria aveva preso il via da una denuncia presentata nel 2001 dall’ex patron laziale, Sergio Cragnotti.

 

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