Improta indagato. Ma lui smentisce

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“Nessun avviso di garanzia è stato recapitato all’assessore Guido Improta” smentiva sino a ieri mattina l’assessorato alla Mobilità poco prima della conferenza stampa sul riordino delle municipalizzate. Ma stamane tutti i quotidiani confermano la notizia e fanno riferimento ad un’indagine sulla realizzazione della metro C.

IL FATTO – Come spiegava ieri  Il Tempo “si è scoperto che Stefano Perotti, uno dei quattro arrestati, ricopriva l’incarico di direttore dei lavori della tratta San Giovanni-Fori Imperiali, nominato dai costruttori del consorzio Metro C”. Ma secondo Improta  «non ci sono stati abusi di ufficio e anche lo stesso atto attuativo della Metro C è passato attraverso Roma Metropolitane. Quindi responsabilità dirette io non ne ho.» Inoltre «è impossibile che la giunta Marino sia coinvolta perché tutta la parte economica di metro C si risolve prima dell’insediamento della giunta Marino Cioè il Cipe non delibera più soldi in favore della Metro C dalla giunta Alemanno in avanti.» Per La Repubblica l’indagine su Improta non sarebbe collegata al procedimento di Firenze,  ma  proprio a quel fascicolo della Corte dei Conti che vede indagati anche  ex dirigenti di Roma Metropolitane e la società appaltante i lavori per conto del Comune. In particolare gli inquirenti indagano sul contratto firmato nel settembre 2013 con il consorzio per il versamento di 230 milioni di euro a conclusione di una vertenza con le ditte costruttrici. Sulla vicenda Improta interviene  con un’intervista l’assessore alla legalità, il magistrato Alfonso Sabella, per il quale «chi ha pubblicato la notizia ha violato il segreto istruttorio e pertanto dovrebbe risponderne penalmente».

LA RICHIESTA – Il Movimento 5 Stelle già ieri chiedeva le dimissioni dell’assessore, che comunque è uno dei tasselli più importanti che regge l’intero sistema di governo di Ignazio Marino, il quale peraltro sulla legalità e trasparenza gioca tutte le sue carte per recuperare i consenso popolare. Quindi, contrariamente a Maurizio Venafro capo di gabinetto di Zingaretti che le dimissioni le ha date spontaneamente ieri, appare molto improbabile che l’assessore alla mobilità faccia la stessa scelta a meno che le indiscrezioni si arricchiscano di altri particolari secondo la logica, ormai imperante, dei processi mediatici prima ancora delle sentenze dei tribunali.

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