Comune di Roma, Sel punta i piedi: sul bilancio serve collegialità

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Comune di Roma, Sel punta i piedi: sul bilancio serve collegialità

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La commissione capitolina non ha dato oggi il via libera alla delibera madre per l’inizio della discussione in Aula sul bilancio che slitterà a mercoledì, ma il problema è politico perché nella maggioranza serpeggiano da tempo malumori per una manovra che prevede per quest’anno un taglio di 310 milioni di euro.

MALUMORI DA SEL – A puntare i piedi è stata proprio Sinistra Ecologia e Libertà che con il suo capogruppo Gianluca Peciola aveva avanzato pubblicamente dure critiche per gli effetti che i tagli potevano provocare favorendo il paventato pericolo di destra che il raduno di Salvini a Piazza del Popolo ha reso evidenti. Questa mattina lo stesso Peciola ha affermato che «il sindaco è sempre stato in grado di mettere insieme la squadra e ci riuscirà anche questa volta» ammettendo implicitamente che la collegialità è mancata nella stesura di questo bilancio. Ma prima della riunione di maggioranza con il sindaco Peciola annunciava l’intenzione del gruppo SEL «di presentare un documento perchè la questione romana non è solo locale e la piazza di sabato lo ha dimostrato con l’avanzata di una destra preoccupante…»

SEL E LA MAGGIORANZA – Questo non significa che Sel abbia intenzione di uscire dalla maggioranza anche solo con un appoggio esterno tanto più che quel partito occupa nel governo della città ed in assemblea poltrone chiave quali quella del vice sindaco Luigi Nieri. Ma in ogni caso, aggiunge Peciola «tutto ciò che riguarda Roma, per quanto riguarda i rapporti con il centrosinistra, ha ovviamente una dimensione nazionale. Quindi ne parleremo a livello romano e poi ci consulteremo a livello nazionale».

MALUMORI VERSO IL SINDACO – Lasciando così trasparire un malumore nei confronti del sindaco e della assessora al bilancio Silvia Scozzese, la vera artefice di una manovra, che se rispetta gli impegni con il governo dopo il ‘salva Roma’, rischia di avere effetti impopolari. Se il Pd tace anche fra i Democratici non mancano i malumori verso il decisionismo di Marino e della Scozzese che dopo i fatti di mafia capitale ha messo nell’angolo quel partito.

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