Cooperative, dopo Mafia capitale senza lavoro i disabili di SuperAbile

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Cooperative, dopo Mafia capitale senza lavoro i disabili di SuperAbile
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Il Consorzio Sociale Co.in, del quale fanno parte 25 cooperative per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, dalle quali dipendono i lavoratori, hanno subito la rescissione del contratto del Servizio “SuperAbile” in seguito alla vicenda «Mafia Capitale». È il danno collaterale dell’interdizione emanata dalla Prefettura di Roma lo scorso 23 dicembre, con la revoca da parte dell’Inail dell’appalto SuperAbile gestito dal Co.in., che opera da oltre vent’anni. Circa 100 lavoratori, di cui molti disabili, impegnati nella gestione del portale internet e contact center “SuperAbile”, da 15 anni leader nell’informazione sui temi della disabilità e della previdenza, sono oggi senza stipendio e con la minaccia di essere licenziati. Domani alle 10 manifesteranno davanti alla prefettura a Roma, in piazza Santi Apostoli. Lo scrivono in una nota congiunta Cigl FP Roma e Lazio, Cisl FP Roma e Lazio e Uil FPL Roma e Lazio.

IL CONSORZIO NON E’ COINVOLTO – Il Consorzio non risulta coinvolto nelle indagini della magistratura, avendo immediatamente provveduto ad escludere già il 3 dicembre le 2 cooperative ed i soggetti coinvolti nell’indagine della magistratura, tra cui la ’29 Giugno’ di Salvatore Buzzi. I 100 lavoratori di “SuperAbile” potrebbero sommarsi ai 200 della coop Edera che non paga da mesi gli stipendi a causa della sospensione dei pagamenti da parte di Ama per alcuni servizi, fra cui la raccolta differenziata. Altre analoghe situazioni potrebbero maturare man mano che scadranno gli appalti che fanno riferimento alla coop di Buzzi soprattutto, come si teme, se non venissero rinnovati. Sempre a proposito di Mafia Capitale poche ore fa il procuratore capo Giuseppe Pignatone è intervenuto durante la tappa conclusiva del Viaggio della Legalità della Cgil. «La prima corruzione di cui dobbiamo parlare a Roma è quella spicciola, quella faccia a faccia – ha detto.

LE PAROLE DEL PROCURATORE PIGNATONE – In questi anni abbiamo arrestato o sospeso dal servizio decine di persone di tutte le categorie, delle Asl, delle forze dell’ordine, degli uffici del comune, protagoniste di un “do ut des” immediato. Per spostare una pratica da un tavolino all’altro si deve pagare.» Sembrerebbe una cosa minimale, ha aggiunto «rispetto all’infiltrazione nei grandi appalti, e lo è, ma secondo me dobbiamo partire da qui, perché è questo tipo di corruzione che incide sulla vita di tutti i cittadini, che demoralizza, che corrode il tessuto sociale – ha continuato Pignatone – . E’ questo il brodo di cultura della grande corruzione, quella corruzione programmaticamente utilizzata come strumento di potere da gruppi affaristici. Ed è una corruzione di tipo sistemico che abbiamo visto crescere in questi anni, e con la quale nasce il collegamento con le organizzazioni mafiose, come abbiamo visto con Mafia Capitale.» La prima tappa del tour della Cgil era partita il 27 ottobre scorso per poi raggiungere Brescia a bordo di un furgone che ha attraversato i luoghi più significativi della penisola. Ogni tappa veniva raccontata attraverso materiale video, girato anche con cellulari, proveniente dalle strutture della CGIL, dai lavoratori, dai cittadini alla realizzazione di un film documentario dal titolo ‘Legalità Every Day’.

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