Rai, Matteo Renzi alla conquista dell’emittente pubblica

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Mentre l’ex Cavaliere si appresta a vendere un po’ di quote Mediaset e forse sta trattando con Murdoch interessato al rilancio di una sua rete generalista, Matteo Renzi annuncia come prossimo obiettivo la riforma della Rai e nel corso di una intervista, guarda caso, al Tg1 fa sapere che a marzo vuole fare dell’emittente pubblica «la più innovativa azienda produttrice di cultura».

IL MISTERO – Cosa succederà è un mistero, l’unica certezza è che abbiamo davanti almeno un paio di mesi di annunci flash dell’Ansa, Tweet e Facebook. Sino ad oggi il premier ha parlato di «una legge per il Cda Rai contro la balcanizzazione» che in soldoni vorrebbe dire demolire la storica lottizzazione dell’azienda fra i vari partiti. Opzione non peregrina se si pensa che ormai ci si sta avviando al partito piglia tutto (o della Nazione che sia) cui il baldo giovanotto aspira. Ma fra il dire e i fare….e poi  perché proprio da marzo? Perché dovrebbero essere in uscita il direttore generale e nuovo Consiglio di Amministrazione di cui componenti attuali non sono propriamente graditi a Matteo, tranne singole eccezioni, poiché frutto di una stagione politica diversa spazzata via nei fatti.

LA CORAZZATA PUBBLICA – E’ evidente che in caso di elezioni, anticipate o nel 2018, Renzi vuole avere la corazzata pubblica pronta a dispiegare tutta la potenza di fuoco in suo favore. Così il 13 febbraio ha minacciato «tanto stravinco comunque le elezioni: le tv e l’elettorato sono con me. Così facciamo anche un po’ di pulizia». Con tanti saluti al pluralismo e all’obiettività dell’informazione, come se non bastasse l’ormai indiscusso favore che gli concedono quasi tutti i media. Con Renzi dovrebbe aver termine non tanto la lottizzazione delle poltrone che eventualmente verranno re-distribuite fra gli amici o i sostenitori del premier, ma soprattutto il ventennale condizionamento di Berlusconi sulla Rai che tanto ha giovato a Mediaset. Insomma la conquista della Rai dovrebbe chiudere una fase storica e suggellare l’egemonia del vincitore. Il sogno di Silvio finalmente realizzato.

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