Foibe, a Roma apre la Casa del ricordo

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Foibe, a Roma apre la Casa del ricordo

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Una casa per ricordare l’esodo degli istriani e dalmati  avvenuto dopo la seconda guerra mondiale e la tragedia delle foibe quando decine di migliaia di connazionali fuggirono dalla Jugoslavia ormai liberata dalle armate partigiane di Tito. La Casa del Ricordo è stata inaugurata questa mattina in Via di San Teodoro 72 da Nicola Zingaretti, e dagli assessori comunali alla Cultura e alla Scuola Giovanna Marinelli e Paolo Masini. La struttura sarà aperta al pubblico dagli inizi di marzo, per quattro giorni alla settimana e da questo mese ospiterà incontri, mostre, convegni, presentazioni di libri e proiezioni.

LA MEMORIA – Le attività della Casa del Ricordo saranno gestite dall’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e dalla Società di Studi Fiumani. Le due associazioni sono rappresentative degli italiani giunti profughi dall’lstria, da Fiume e dalla Dalmazia al termine della seconda guerra mondiale e custodiscono un vasto materiale documentario che testimonia la presenza degli esuli a Roma e nel Lazio. Tutte le attività avranno come obiettivo la memoria della tragedia delle foibe dove furono fucilati e gettati numerosi italiani visti dalle formazioni partigiane slave come capri espiatori dell’occupazione fascista di quelle terre. In quelle stesse buche carsiche finirono anche partigiani italiani del confine orientale, soprattutto sloveno, che si confrontarono in armi contro quella ritenevano una occupazione di suolo italiano. Una delle tante tragedie del confine orientale pagata da popolazioni di lingua italiana che vi risiedevano e ancora vi risiedono sia pur ridotte a qualche decina di migliaia di cittadini oggi di cittadinanza slovena e croata ma di madre lingua italiana.  La Casa del Ricordo costituisce un centro di documentazione, oltre che di testimonianza delle sofferenze di quelle popolazioni, che può riproporre una delle vicende più tragiche e complesse di quell’inquieto confine dove nazionalismi feroci furono alimentati da una guerra devastante.

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