Dentro l’occupazione, a scuola con i ragazzi del Tullio Levi Civita (FOTO)

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Dentro l’occupazione, a scuola con i ragazzi del Tullio Levi Civita (FOTO)

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Le occupazioni delle scuole sono da sempre terreno di scontro ideologico tra chi le ritiene utili per protestare contro i disagi degli alunni e chi pensa che siano una perdita di tempo. Singolare quindi la forma di occupazione degli studenti del Liceo scientifico “Tullio Levi Civita” al Prenestino che, nel corso della giornata, oltre alle assemblee e ai corsi autogestiti dedicano del tempo ai volantinaggi per coinvolgere anche il quartiere raccogliendo la solidarietà dei commercianti. Molti di loro hanno accettato di attaccare nei negozi il volantino dei ragazzi in cui si spiegano i motivi della protesta e i problemi della scuola, come raccontano i quattro rappresentanti di istituto: Davide Foresta, Matteo Caruso, Giulio Occasi e Daria Melloni.

I MOTIVI DELLA PROTESTA – Non solo Jobs Act, tra l’altro divenuto da poco legge, e la contestata riforma della scuola. Al centro dell’occupazione del “Tullio Levi Civita” ci sono i disagi in cui versa l’istituto tra classi sovraffollate spesso con finestre a mezzo servizio, diversi bagni inagibili e una tensostruttura per attività fisiche e ricreative che i ragazzi attendono da circa sei anni, in quanto è stata realizzata ma di fatto non è mai entrata in funzione perché incompleta. Una sorta di cattedrale nel deserto, insomma, ma chiusa al pubblico. «Sei anni e 500mila euro non sono bastati per completare i lavori del pallone-palestra di via Aquilonia. Vergogna! Quanto ancora dovrà aspettare il quartiere?», recita il volantino degli studenti che attendono risposte dalle istituzioni dopo aver raccolto circa 1500 firme tra i cittadini da inizio novembre.

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