Tari Comune di Roma, bufera sulle cartelle pazze

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Tari Comune di Roma, bufera sulle cartelle pazze
BOLLETTE LADISPOLI

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“In questi giorni si moltiplicano le cartelle di Aequa Roma SpA in merito ad accertamenti per omesse dichiarazioni della tariffa rifiuti. Nulla di male, anzi. Se non fosse che in molti casi si tratterebbe di vere e proprie cartelle pazze per il fatto di rappresentare una vera e propria doppia tassazione sugli immobili. I cittadini odiano la Tari perché è una tassa iniqua e molto salata che in cambio non dà servizi efficienti e in alcuni casi inesistenti, addirittura come in questo caso Ama e Roma Capitale impongono di pagarla due volte. Tutto questo è inaccettabile e vergonoso”, così in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e componente della commissione Ambiente.

LA DENUNCIA – “Ci sono piccoli imprenditori, liberi professionisti, artigiani, diverse società di persone e anche società di capitali che hanno sede nello stesso appartamento dove vive ad esempio la famiglia di uno o più dei soci. La Tari è stata dichiarata e anche pagata dal nucleo familiare, eppure sono arrivate cartelle anche a queste società per omessa dichiarazione. Un altro caso è quello di un cittadino, intestatario dell’appartamento dove risiede e dove ha posto però domicilio fiscale anche una professionista. Anche in questo caso la cartella per omessa dichiarazione per la professionista in questione non si è fatta attendere. Si tratta di fattispecie che si ripetono numerose e su cui spero anche le associazioni dei consumatori vorranno assumere una posizione chiara. La tariffa infatti sta colpendo anche società e professionisti che non registrazione alcuna movimentazione della partita Iva o che in bilancio non hanno contabilizzato alcun costo relativo all’appartamento dove sono domiciliate, immobili dove tra l’altro la Tari è stata già liquidata per il 100% del suo importo. Ancora una volta quindi ci troviamo di fronte a una Pubblica Amministrazione nemica del cittadino, che costringerà i più attenti a giornate di impegno per attivare l’autotutela e i meno accorti al pagamento di una doppia tassazione sugli immobili”, conclude Santori.

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