Ardea, sindaco Di Fiori: «Ecco perchè mi sono dimesso»

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Ardea, sindaco Di Fiori: «Ecco perchè mi sono dimesso»

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“La città non può aspettare: io ho chiesto da tempo un equilibrio politico che tarda a venire. A questo ‘gioco’ non ci sto, per il bene della città. Ecco perché ho presentato le mie dimissioni. L’ho fatto perché la politica deve riflettere e dovrà farlo davanti a tutti i 50mila ardeatini. La politica dovrà guardare in faccia sia chi ha votato questa maggioranza sia chi non l’ha votata”. Lo ha detto il sindaco di Ardea Luca Di Fiori che questa mattina ha rassegnato le sue dimissioni dall’incarico di sindaco.

LE MOTIVAZIONI – “Dobbiamo trovare una sintesi di punti programmatici seri che rispondano sulla riqualificazione, sull’ambiente, sulla sicurezza, sull’uso civico, sull’edilizia contrattata. Non si può più perdere tempo. E’ una azione che avrei voluto fare qualche mese fa ma abbiamo dovuto approvare un bilancio di sacrifici. Ora deve essere trovato il senso di responsabilità da parte dei consiglieri per tornare a una politica vera. Altrimenti si rimette la palla al centro, come è giusto che sia. Lascio la scena, lascio alla politica altri 20 giorni per ragionare affinché ci sia un equilibrio chiaro da qui a fine mandato, che rispetti il mandato dei cittadini e che possa portare a dare le risposte che la città si aspetta”. “Abbiamo posto le basi a diverse cose, attività avviate e non completate – ha spiegato ancora il sindaco – I cittadini lo notano e questo pesa e fa male. Abbiamo lavorato con la buona volontà delle persone perbene, di chi ha deciso di rimboccarsi le maniche per aiutare un’ente che sovraintende a 50mila abitanti, che ha meno della metà del personale necessario, strozzato dai vincoli del patto di stabilità e da una mancata programmazione di decenni che non ha portato a proiettare Ardea nei problemi che ha oggi”. “La situazione politica ed economica italiana è particolarmente complessa e articolata – ha aggiunto Di Fiori – ma ciò non toglie le responsabilità locali che possono avere le forze politiche del territorio”. “Con profondo rammarico mi sento costretto a rassegnare le mie dimissioni da sindaco, a causa della grave crisi politica che ormai da troppo tempo sta vivendo l’amministrazione comunale che mi onoro di guidare – ha scritto il sindaco in una lettera inoltrata al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro – Spero che questo gesto serva a rasserenare gli animi di chi erroneamente pensa che ‘nonostante tutto’ nessuno voglia porre fine a questa esperienza politica. Non è così. Ho ricevuto la fiducia da più della metà dei cittadini di questa città e non voglio tradirla, pertanto in questo momento non posso far altro che dimettermi sperando che questo produca una riflessione profonda sulle necessità vere di questa città che merita di essere governata da una squadra che abbia obiettivi certi, chiari e trasparenti”.

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