Comune di Roma, il disastro di Atac e Ama nei numeri dell’Agenzia

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Comune di Roma, il disastro di Atac e Ama nei numeri dell’Agenzia
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Il rapporto 2014 dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma, presentata questa mattina in aula Giulio Cesare in Campidoglio, ha il merito di sancire con i numeri quanto il cittadino percepisce ormai sulla sua pelle. A cominciare dai trasporti pubblici per i quali mancano, a giudizio della maggioranza, sicurezza, controlli, manutenzione e pulizia. Voto negativo dovuto ai casi sempre più presenti di aggressioni e borseggi a conducenti dei mezzi e ai passeggeri, a cui si aggiungono i “segnali di peggioramento” per pulizia e manutenzione “da sempre segnalati come carenti”, con scioperi e chiusure ripetute per allagamenti e guasti.

SCARSA AFFIDABILITA’ – Di qui una percezione di precarietà nei confronti di Atac, sia per gli aspetti finanziari che per quelli giudiziari, oltre che per la “scarsa affidabilità nella regolarità del servizio”. Ma il tema della mobilità a Roma fa i conti anche con un alto tasso di motorizzazione e cattive abitudini che portano la città a essere tra le più congestionate d’Italia, con costi elevati per le famiglie, le imprese e i bilanci pubblici. Anche il nuovo Pgtu “continua a provocare proteste per una offerta di trasporto pubblico inadeguata”. La qualità della vita a Roma nel 2014 ottiene un voto medio pari a 5,71 su 10, proseguendo l’andamento discendente già rilevato nel 2013 che la riporta al voto del 2007 dopo un quadriennio di sostanziale valutazione positiva. Per quanto riguarda i servizi, si distinguono quelli giudicati molto positivamente e in miglioramento come i servizi culturali seguiti da parchi pubblici e le ville storiche. Il comparto sociale ottiene la sufficienza per tutti i servizi insieme all’acqua potabile e alla illuminazione pubblica “molto” e “abbastanza” soddisfacenti, mentre la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade sono ritenuti gravemente insoddisfacenti e in peggioramento.

RAPPORTO CGIA MESTRE – Se ormai questi dati (come al solito edulcorati dalla media statistica del pollo per cui qualcuno non ne mangia e altri se lo pappano tutto) non recano novità sconvolgenti va invece segnalato il rapporto dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre presentato in aula. Secondo questa rilevazione tra il 2010 e il 2014 Roma ha visto praticamente dimezzare le risorse a disposizione (meno 667 milioni di euro, pari al 48%)”. Una riduzione analoga hanno subito Bologna e Bari, mentre la decurtazione a Milano raggiunge il 63% e a Venezia addirittura il 66%. Insomma il patto di stabilità ammazza i comuni, ma già si sapeva.

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