Comune di Roma, Ignazio il compassionevole telefona ai cittadini

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Comune di Roma, Ignazio il compassionevole telefona ai cittadini

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“Pronto chi è?“ “Buongiorno, sono il sindaco”. Una telefonata del primo cittadino alle romane e ai romani che si sono rivolti al Campidoglio per segnalare problemi o chiedere aiuto e ai quali il Campidoglio ha trovato soluzioni che si contano sulle dita di una mano (per ora). Così un comunicato del Campidoglio ci racconta la telefonata alla signora Cristiana, mamma di Andrea, alla quale il sindaco  Marino ha chiesto notizie sulle condizioni del figlio 19enne affetto da autismo. Il ragazzo è stato accolto presso la Fondazione Fornino-Valmori Onlus di Forlimpopoli visto che Roma brilla per l’assenza di tali strutture. Poi è stata  la volta della telefonata alla signora Marisa, che al rientro dall’ospedale aveva trovato la propria casa occupata abusivamente. Grazie al lavoro degli uffici capitolini la signora è riuscita a rientrare in possesso del proprio appartamento. E ci mancherebbe! Ovviamente le due signore “hanno manifestato profonda gratitudine al sindaco per l’impegno del Campidoglio e l’aiuto ricevuto a risolvere i problemi grandi e piccoli della della vita quotidiana.”

LA NUOVA LINEA DI COMUNICAZIONE – Questa la nuova linea di comunicazione del Garrone Ignazio, che sulle orme di papa Francesco chiama la ‘gente trasudando (come nel libro Cuore di De Amicis) generosità, comprensione e compassione: Una sorta di dottor Albert  Shweitzer de noantri che si piega dolente sui suoi concittadini come il medico tedesco faceva con i poveri africani.  Ignazio vorrebbe anche evitare le telefonate per incontrare direttamente i concittadini nei momenti più critici della loro dolente quotidianità  fra metro bloccate, autobus che non passano, traffico impazzito, buche assassine, per non parlare della monnezza che fra nove giorni sparirà dalla strade (lui ieri ne aveva promessi 10).  Avrebbe anche voluto fare una visita  ai residence degli sfrattati che ancora attendono gli 800 euro di contributo per affittare un normale appartamento e agli homeless della stazione Termini per portare a tutti questi infelici solidarietà e amore. Come conviene alla formazione cattolica di questo sindaco, tenuto per le opere di carità, visitare gli ammalati (senza trapiantargli il fegato), sostenere le vedove e gli orfani, soccorrere i deboli, innalzare gli umili e umiliare i potenti. Infatti che sia il sindaco a telefonare va pur bene ma è stata scartata l’idea, per motivi di sicurezza,  di lasciare una linea aperta ai cittadini cui lui possa rispondere direttamente. Troppo rischioso anche se le telefonate gliele filtrasse il torinese Tricarico che gli tiene l’agenda.

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