Comune di Roma, bilancio tra tagli e malumori della Confcommercio

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Comune di Roma, bilancio tra tagli e malumori della Confcommercio

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E’ cominciata la maratona per l’approvazione del bilancio di Roma Capitale del 2014. Ieri il neo assessore al bilancio ha snocciolato le cifre dei tagli che l’assemblea dovrà ratificare con pochi margini di contrattazione.

LA STANGATA – Ma al di fuori dell’Aula Giulio Cesare si diffondono i malumori delle categorie e delle loro associazioni. Fra queste Confcommercio che poche ore fa ha diramato un comunicato di fuoco. «Il bilancio comunale in approvazione è una vera e propria stangata che peserà come un macigno sulle spalle degli imprenditori del commercio del turismo e dei servizi» scrive Confcommercio. Non solo perché in un periodo di profonda crisi bisognerebbe adottare misure i per stimolare la ripresa ed incentivare i consumi, mentre «sta avvenendo esattamente il contrario». Fra le voci che gravano di più sul bilancio delle aziende del terziario vi sono la Tasi, la Ztl e la tassa sui rifiuti.

TASSE – Se l’aumento della tassa di soggiorno viene considerata «ingiusta ed iniqua», per la Tasi Confcommercio chiede che l’aliquota venga ridotta allo 0,3,in modo da mantenerla agli stessi livelli Imu 2013. Per la Ztl il bilancio prevede di triplicare le tariffe portando il costo dell’accesso dai 400-600 euro l’anno, agli attuali 1150-2500 con pesanti ripercussioni su alcune categorie imprenditoriali e di servizio come gli agenti di commercio, gli operatori del turismo, gli Ncc, rispetto alle quali la dimensione di fatturato medio risulta essere estremamente ridotta e tali costi avranno un’incidenza relativa assolutamente sproporzionata. Anche sui rifiuti la tassa deve esser proporzionata al tipo di attività cui viene applicata ma soprattutto, chiede l’associazione deve essere adeguata alla qualità del servizio offerto. Ad esempio prevedendo delle riduzioni proporzionate alla percentuale di raccolta differenziata presente sui diversi territori comunali: ovvero 20% della tariffa in caso di mancato svolgimento del servizio e 40% della tariffa per le zone in cui non è effettuata la raccolta. Il terziario si sente quindi penalizzato soprattutto per quelle che a Roma sono le attività minori e le piccole medie aziende del settore che costituiscono una parte importante del tessuto economico cittadino.

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