Stadio As Roma, su trasporti e infrastrutture è ancora incognita

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Stadio As Roma, su trasporti e infrastrutture è ancora incognita

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Scendono le quotazioni della biforcazione della linea B della metro. Crescono quelle del potenziamento della Roma-Lido con nuovo materiale rotabile, ovvero nuovi treni. Infatti le stime sui flussi di accesso al nuovo stadio della Roma, elaborate dal dipartimento Mobilità e Trasporti in collaborazione con l’agenzia Roma servizi per la mobilità, parlano di circa 60.000 spettatori che si recheranno a Tor di Valle, dei quali  30.000 arriveranno con l’auto privata, 20.000 con moto e scooter e solo 10.000 con i mezzi pubblici. Questi i risultati emersi dai due gruppi di lavoro, uno sul trasporto ferro e l’altro su gomma, al quale ieri hanno partecipato per la prima riunione oltre ai tecnici dell’assessorato  il costruttore Luca Parnasi e gli ingegneri del suo gruppo Parsitalia.

POSSIBILE NUOVO SVINCOLO GRA – D’altra parte i 50 milioni disponibili sono troppo pochi per la biforcazione della metro, ma forse sufficienti per realizzare un nuovo svincolo sul Gra e l’acquisto di un certo numero di treni per la Roma-Lido in modo da migliorare il servizio ed abbassare la frequenza. Inoltre resterebbe qualcosa per potenziare la stazione Tor di Valle. Nel progetto, comunque, è  previsto un grande parcheggio con sosta a 10 euro per tutta la durata della permanenza del mezzo. Una tariffa, spiegano al dipartimento mobilità, in linea con quelle degli altri stadi europei e anche dello Juventus stadium, dove la sosta per le auto oscilla tra i 10 e i 15 euro. «Servono approfondimenti – ha spiegato l’assessore Guido Improta all’agenzia Dire – l’ipotesi più praticabile è quella di potenziare la Roma-Lido con nuovi treni. Che però costano. Non ci sono invece da fare grandi interventi sulla linea (elettrica) aerea che può reggere un carico di treni maggiore. Un tram? Non è previsto».

CRITICHE DA LEGAMBIENTE – Ma sulla costruzione dello stadio stesso proseguono le polemiche degli ambientalisti. «Il progetto del nuovo stadio della Roma si è trasformato in un’operazione immobiliare colossale, con evidenti vantaggi per i costruttori, molto meno chiari quelli per la città e gli stessi tifosi» tuona il vicepresidente nazionale di Legambiente, Edoardo Zanchini che ha  preso visione e analizzato nel merito i materiali depositati presso la Casa della città. L’associazione ambientalista sottolinea che  l’unica certezza che emerge dal progetto è lo stadio, mentre intorno sono cambiate due condizioni. A cominciare dalla  dimensione urbanistica del progetto che prevede 920mila metri cubi a destinazione uffici e 48mila per strutture turistico/alberghiere. Zanchini conferma la cancellazione del prolungamento della metro B e ritiene che il 25% di arrivi con il trasporto pubblico con la Roma-Lido sia assolutamente sovradimensionato visto che si considera un passaggio di 8 treni l’ora, quando attualmente sono in media 4 e la domenica 2. Zanchini chiede quindi al Comune di Roma ed in particolare all’assessore Giovanni Caudo sempre attento alle speculazioni edilizie «di garantire l’interesse pubblico rispetto a una operazione di questo tipo con modifiche al progetto e con il ripristino del prolungamento della metro B e attraverso una variante al Piano regolatore che stralci previsioni di pari dimensione per evitare una ulteriore cementificazione del territorio di Roma».

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