Comune di Roma, alla Scozzese deleghe per municipalizzate e patrimonio

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Comune di Roma, alla Scozzese deleghe per municipalizzate e patrimonio

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Forse pochi sanno che Silvia Scozzese, da poco nominata assessore al bilancio dal sindaco, abita a Rocca di Papa proprio in prossimità di Marino. Quanto sia prossima a Ignazio per ‘amorosi sensi’ è invece tutto ancora da verificare. Certo è che la lobby dell’associazione dei comuni italiani (Anci) è ben presente in Campidoglio proprio con l’assessore al bilancio, genericamente definita dalla stampa tecnica dell’Anci, ma che nell’associazione ha costruito la sua carriera sino a divenire l’esperta riconosciuta che gli assessori interrogavano sulla finanza territoriale. Ostile alla finanza creativa (oggi renziana ma ai suoi esordi dalemiana) con Fassino non pare abbia avuto rapporti idilliaci, tanto che non ha avuto esitazioni a traslocare in Campidoglio.

CARATTERE FERMO – Insomma, un personaggio come d’altronde lo era Daniela Morgante, magistrato della Corte dei Conti che l’ha presieduta. Oltre che esperta di finanza locale pare che Silvia abbia un carattere piuttosto ostico che la mette in condizione di gestire un piano triennale di lacrime e sangue con polso fermo. Tanto fermo da supporre che la sua presenza rappresenti una sorta di commissariamento al sindaco voluto probabilmente dal sottosegretario ed ex sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio che, guarda caso, fu anche lui presidente dell’Anci dal 2011. Ora circolano insistenti le voci che il sindaco sia in procinto di affidare a Silvia Scozzese altre deleghe pesanti quali il coordinamento ed il controllo sulle municipalizzate e forse il patrimonio. La mossa, probabilmente ispirata dallo stesso Delrio che ha profuso lodi al piano triennale capitolino, nasce da qualche preoccupazione sulla sua attuazione.

COSA COMPORTANO LE DELEGHE – Ma c’è di più, perché affidando tali deleghe alla Scozzese in pratica perdono potere non solo le direzioni di staff con contratto a termine, qual’è quella esecutiva, ma vengono limitati anche i poteri di molte altre direzioni che con Alemanno facevano il bello e cattivo tempo. Il pericolo è che il piano triennale si incagli nella mastodontica, opaca e vischiosa  macchina amministrativa capitolina con il rischio che l’anno prossimo la falla del debito, oggi faticosamente tamponata, si allarghi rovinosamente trascinando il Comune verso l’inevitabile commissariamento. Se il sottosegretario Legnini e il segretario del Pd regionale Melilli (anche lui guarda caso ex dirigente Anci) hanno sinora accompagnato amorevolmente il sindaco nel suo tentativo di risanamento, d’ora in poi sarà la riminese Silvia Scozzese a garantire il rispetto dei patti con il Governo. Sfumano così le ambizioni di un assessorato per il presidente dell’aula Giulio cessare Mirko Coratti e  sfuma anche la possibilità di quel riequilibrio dei rapporti fra il sindaco ed il Pd proclamato giorni fa dal segretario cittadino Lionello Cosentino. La partita Marino se la vuol giocare tète a tète con il Governo senza la mediazione del Pd romano perennemente in preda alle sue irrisolte convulsioni correntizie nonostante il 42% dei consensi  ottenuto alle europee. Anzi (sembra dire il sindaco al Pd) si sbrighi a far passare il bilancio anche se già l’Anci (sempre lei) sta chiedendo al Governo di far slittare l’approvazione dei bilanci a settembre. Appena tre mesi prima di quanto fece Alemanno che il preventivo lo approvò a fine 2012.

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