Cultura Roma, Il teatro Eliseo rischia lo sfratto dal 10 luglio

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Cultura Roma, Il teatro Eliseo rischia lo sfratto dal 10 luglio

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Era proprio tanto “de sinistra” la manifestazione di ieri a piazza Campitelli davanti al vacante assessorato della Cultura. Una situazione, quella del Valle che molti giudicano ai limiti dell’abuso e della legalità per una struttura comunque pubblica e che invece i movimentisti, Sel in testa, giudicano espressione di democrazia “dal basso”. Il Valle, nel bene e nel male fa notizia, ma c’e un’altra istituzione culturale di grande prestigio, che rischia la chiusura, parliamo del Teatro Eliseo. Qui accade che la società che gestisce il teatro sia in crisi e non riesca a pagare l’affitto ai proprietari delle mura che hanno già intimato lo sfratto per morosità.

LA VISITA DELL’UFFICIALE GIUDIZIARIO – Cosi giovedì scorso  l’ufficiale giudiziario si è recato presso il teatro per eseguire il 2° accesso fissando la data del prossimo, finale ed esecutivo, al 10 di Luglio. La situazione ha immediatamente creato grande allarme tra il personale e tutti gli operatori del teatro di via Nazionale. Va detto che la società di gestione nel frattempo aveva avviato delle trattative con due differenti cordate che non hanno ancora dato risultati o speranze tangibili, tanto che si va insinuando il sospetto di una operazione volta a chiudere momentaneamente il teatro approfittando del periodo estivo. Questa soluzione favorirebbe una delle due cordate che ha intenzione di trasformare parte del teatro e più probabilmente il glorioso Piccolo Eliseo in una struttura ricreativa con annessa attività commerciale sfruttando la delibera denominata Nuovo Cinema paradiso n 168 del Maggio 1995 che nella sostanza rappresenta una variante nella attuazione del PRG per i cambi di utilizzazione delle sale cinematografiche e dei teatri. Una riconversione autorizzata che sacrificherebbe il glorioso Piccolo Eliseo, già “Ridotto dall’Eliseo”, fiore all’occhiello della cultura teatrale italiana, intitolato a Giuseppe Patroni Griffi.

LA POSIZIONE DEI SINDACATI – Netta e unitaria la presa di posizione di SLC-CGIL UILCOM-UIL di Roma e del Lazio che con un comunicato si rivolgono alla societa’ proprietaria delle mura Eliseo immobiliare s.r.l. di proprietà di Vincenzo Monaci, Stefana Marchini Corsi, Carlo Eleuteri. E ricordano il “valore riconosciuto da tutte le istituzioni, in primis dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che fa del Teatro Eliseo uno dei teatri più prestigiosi d’Italia”. Un teatro che vanta oltre 8.000 abbonati e 200.000 spettatori e che dà lavoro, tra dipendenti e indotto, a circa 1000 unità. Nel comunicato si evidenziano anche le “perplessità nei confronti della società ELISEO TEATRO S.r.l a fronte della comunicazione data sulla presenza certificata di due differenti proposte economiche. In particolare la prima, capeggiata dal produttore teatrale Francesco Bellomo “vedrebbe la formalizzazione di un offerta comprendente l’affitto dello stabile e l’entrata nella società di gestione ELISEO TEATRO S.r.l. mentre la seconda, capeggiata dall’imprenditore Cavicchi, vede formalizzata la sola proposta d’affitto per lo stabile, dipingendo quest’ultima uno scenario incomprensibile sul futuro dei lavoratori e del teatro”. Pur trattandosi di trattative private è evidente che la crisi dell’Eliseo si inscrive nel più generale decadimento dell’industria culturale romana  oggetto di critiche nei confronti dell’amministrazione Marino che si permette di lasciare vacante la. Ascella dell’assessorato competente per mesi dopo le dimissioni di Flavia Barca.

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