Pomezia, lite in Consiglio tra Schiumarini e il sindaco

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Pomezia, lite in Consiglio tra Schiumarini e il sindaco

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Vietato fumare- Sarebbe questa la questione alla base della lite tra il consigliere Schiumarini e il sindaco che a colpi di comunicati spiegatno come sarebbero andati i fatti.

IL PD – “Quanto accaduto questa mattina in consiglio comunale è l’immagine della spirale anti-democratica in cui si è avvitato il sindaco di Pomezia Fabio Fucci. Durante la sospensione del consiglio comunale il sindaco che si crede “Re” ha fatto allontanare con la forza dai vigili urbani il consigliere Schiumarini, “reo” di fumare sulla terrazza del palazzo comunale mentre attendeva di essere ricevuto dal segretario comunale.
Questa è la democrazia di un sindaco che in un solo anno ha rinnegato ogni promessa elettorale, rinchiudendosi nelle stanze comunali e governando la città dal palazzo come un despota invece di scendere tra la gente”.

IL SINDACO – “Quanto dichiara il segretario del Pd pometino non corrisponde al vero – dichiara il Primo Cittadino – In primo luogo il Consigliere Schiumarini ha abbandonato l’aula consiliare 12 minuti prima della sospensione dell’assise, e quindi a Consiglio comunale ancora in corso. Tutti possono verificare dalle immagini delle riprese video istituzionali (http://www.youtube.com/watch?v=PcBXwcNFvT0: min. 1.46.04). Il Consigliere inoltre, non solo non aveva alcun appuntamento con il Segretario generale, e quindi alcuna ragione che giustificasse la sua presenza lì, ma ha fatto ingresso nelle stanze della segreteria del Sindaco accompagnato da una persona non identificata, e quindi non autorizzata ad entrare nell’area in oggetto. A questo si aggiunge il fatto che il Consigliere stava fumando sulla terrazza e che il fumo del suo sigaro entrava direttamente negli Uffici della Segreteria, contravvenendo alle regole del vivere civile e mettendo a rischio la salute dei miei collaboratori. Sono queste le vere ragioni che mi hanno spinto ad invitare cordialmente Schiumarini ad allontanarsi dagli Uffici, e che, alla sua opposizione, mi hanno portato a richiedere l’intervento degli agenti di Polizia Locale, i quali hanno accompagnato il Consigliere fuori dalla Segreteria senza usare alcuna forza, come strumentalmente dichiarato dal Partito democratico. Pur nel pieno rispetto delle prerogative di un Consigliere comunale, nessuno può assumere atteggiamenti arroganti e prevaricatori e operare ingiustificate irruzioni negli Uffici comunali”.

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