Con un cappio al collo minaccia il suicidio sotto la sede della Regione

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Con un cappio al collo minaccia il suicidio sotto la sede della Regione
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Si è arrampicato su un albero e con un cappio al collo minaccia di suicidarsi. Un 63enne di Frosinone, da questa mattina intorno alle 7.20, sta protestando sotto la sede della Regione Lazio, a Roma, in via Cristoforo Colombo.

IL GESTO DISPERATO – A quanto si apprende, alla base del gesto ci sarebbe il mancato rinnovo di una concessione per ormeggiare lungo gli argini del fiume Sisto.

SUL POSTO – Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato Colombo e i Vigili del fuoco, che stanno cercando di farlo desistere dall’intento. L’uomo, già il mese scorso, aveva portato avanti uno sciopero della fame e della sete sempre sotto gli uffici della Regione.

IL CASO – Solo qualche giorno fa il corpo di un uomo è stato ritrovato a Ostia, impiccato in un bagno pubblico sul Lungomare Paolo Toscanelli.

LA TRAGEDIA – Si tratta di un uomo di 63 anni, incensurato, che si sarebbe tolto la vita appendendosi con la cintura allo scarico del water. Sul posto erano intervenute le Forze dell’ordine per risalire alle cause del gesto.

LA NOTA DELLA REGIONE LAZIO – «In merito alla protesta di questa mattina di fronte all’ingresso della Regione Lazio sul mancato rilascio di una concessione demaniale lungo gli argini del fiume Sisto nel comune di Terracina, si precisa che parte dell’area è stata posta sotto sequestro dalla magistratura un anno fa circa, in seguito ad attività di polizia giudiziaria di diversi Corpi. Inoltre, L’Agenzia regionale per la difesa del suolo, aveva ordinato già due anni fa il ripristino dello stato dei luoghi dell’area in oggetto. Di fronte a questa inottemperanza da parte del soggetto concessionario, l’Ardis ha espresso un parere idraulico negativo che ha determinato il diniego del rinnovo della concessione. Resta comunque la volonta” della Regione Lazio di continuare a ricercare tutte le soluzioni per risolvere la vicenda, in un quadro di legalita” e di trasparenza». A comunicarlo, in una nota, la Regione Lazio.

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