Salute, un ictus ogni tre minuti: ecco sensore che li prevede

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Salute, un ictus ogni tre minuti: ecco sensore che li prevede

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Un “sensore” sottopelle per registrare aritmie “invisibili” ai metodi diagnostici tradizionali e asintomatiche, e aiutare a prevenire molti casi di ictus e soprattutto le loro recidive. Lo hanno messo a punto ricercatori romani dell’Università cattolica-Policlinico A. Gemelli insieme a colleghi del Campus bio-medico e a 55 centri in Europa, Canada e Usa.

PRESTIGIOSA PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA – Pubblicato sul “New England Journal of Medicine”, lo studio internazionale rappresenta la più grossa sperimentazione clinica a livello globale su questo fronte ed è stato condotto da Tommaso Sanna, cardiologo del Gemelli, con Vincenzo Di Lazzaro, neurologo del Campus bio-medico. Si tratta di un microdispositivo impiantato sottocute, che può essere “interrogato” direttamente dal paziente. L‘accensione di una spia segnala che è in corso un‘aritmia cardiaca. Il soggetto può così recarsi tempestivamente in ospedale.

EVIDENZE E RISCHI – “Abbiamo osservato – spiega Sanna – che nell‘arco di 3 anni da un ictus ischemico senza causa nota, il 30% dei pazienti presenta almeno un episodio di fibrillazione atriale, che in quasi l‘80% dei casi è asintomatica”, e potrebbe essere alla base del primo ictus ma anche segno di rischio per un secondo. Aggiunge Di Lazzaro: “I risultati dello studio aprono un nuovo, interessantissimo fronte nel campo della prevenzione secondaria dell’ictus cerebrale”. In Italia si verifica un ictus ogni tre minuti, patologia che rappresenta la terza causa di morte. (Agensir)

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