Comune di Roma, Estate romana tra ricorsi e proteste

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Comune di Roma, Estate romana tra ricorsi e proteste

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Era inevitabile, i tagli che hanno caratterizzato anche i finanziamenti per l’Estate Romana  scontentano tutti, così  quelli che si sono visti ridurre il budget e gli esclusi minacciano una «opposizione durissima» e ricorsi a non finire. A pochi giorni dall’uscita delle graduatorie le associazioni dell’Estate romana sono sul piede di guerra, decise a non mollare «non solo per questa stagione estiva, ma per il modo in cui questa amministrazione sta trattando la cultura della città». Ormai il pensiero che circola tra gli organizzatori è che «tocca rimpiangere Alemanno e Gasperini» che pure sull’Estate avevano già inferto duri colpi. A coordinare le azioni e ricevere è l’Agis Anec Lazio, che questa mattina ha ospitato nella sua sede le altre associazioni dell’Estate per fare il punto e decidere le prossime mosse.

OPPOSIZIONE DURISSIMA DELLE IMPRESE – Il segretario Massimo Arcangeli, alla fine della riunione, ha spiegato all’agenzia Dire che «oltre all’accesso agli atti, faremo un’opposizione durissima nei confronti degli esiti di questo bando. Cominceremo subito sia da un punto di vista tecnico che formale a contestare in tutte le sedi le procedure e gli strumenti che sono stati messi in atto. Faremo ricorso, fino alla fine. Il nostro obiettivo è bloccare questa vergogna…» Ed eccoli promuovere una mobilitazione (ormai di moda) sotto il Campidoglio con gli operatori culturali, i lavoratori e i sindacati. Ma le accuse degli operatori divengono ancor più pesanti quando ricordano che in campagna elettorale si prometteva ”mai più bandi un mese prima dell’Estate romana, mai più soluzioni tampone” e invece nulla è cambiato.

LA MANNAIA DEI TAGLI SULLE INIZIATIVE DI PIAZZA – Ma dove hanno maggiormente colpito i tagli? L’Agis Anec si è vista decurtare i finanziamenti per le ”Notti di cinema a piazza Vittorio” da 80mila a  44mila tanto che la manifestazione non si potrà svolgere perché solo la sorveglianza necessaria ne costa 40mila, mentre è stata giudicata ”ammessa ma non finanziabile” la manifestazione “Il cinema attraverso i grandi festival” che ogni anno portava a Roma le pellicole di Cannes, Venezia e Locarno. «Informalmente- ha spiegato Arcangeli- ci hanno detto che non potevano finanziarlo perché i commissari non avevano la possibilità di vedere i contenuti dei festival. Forse non sanno che nemmeno il festival di Venezia oggi sa quali siano i film che lo caratterizzeranno». Ma la polemica diviene rovente quando molti operatori puntano il dito contro i beneficiari di «realtà illegali, come l”Angelo Mai occupato» e sempre strenuamente difeso dal vice sindaco Luigi Nieri e da SEL. Non tutti sanno, fra l’altro, che le “Notti” a piazza Vittorio danno lavoro a 50 giovani e garantiscono 45mila presenze. Ma non c’è solo il cinema perché viene contestato anche il sistema della doppia graduatoria: quella per l’Estate romana e quella per i Festival che consente a chi  ha vinto entrambi i bandi di scegliere uno dei due finanziamenti.

COME RISOLVERE LA QUESTIONE – Così nascono  pressioni e forzature politiche da parte degli esclusi per chiedere di rinunciare a una o all’altra graduatoria in una sorta di mercato delle vacche. «È troppo facile – dice Arcangeli-  far ricadere queste scelte sui tecnici, la burocrazia e i dipartimenti. Hanno delegato ai tecnici e alla burocrazia un problema che ha una valenza politica. Non si possono scaricare le responsabilità, perché i romani hanno scelto le persone che dovevano governare la città. Bisogna metterci la faccia». Ma oltre alla faccia tocca metterci i quattrini che non ci sono anche se l’Agis Anica fa intendere che quei pochi vadano in direzioni amiche.

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