Comune di Roma, caos e paralisi per lo sciopero dei dipendenti

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Comune di Roma, caos e paralisi per lo sciopero dei dipendenti

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Traffico in tilt. Nessun vigile in strada. Uffici comunali chiusi. Asili senza maestre. È lo scenario apocalittico che sta offrendo in queste ore la capitale, vittima di un enorme sciopero generale di tutti i dipendenti del comune di Roma. Ventiquattromila persone che, per la prima volta, incrociano le braccia tutte insieme.

LA MANIFESTAZIONE E I SINDACATI – La protesta, che sta bloccando la macchina comunale, è stata indetta da Cgil, Cisl, Uil Funzione pubblica e Csa contro il rischio di una decurtazione della busta paga di circa 200 euro per i lavoratori dell’amministrazione capitolina e contro il limite del 31 luglio deciso da Marino per ridefinire il contratto decentrato. Anche il Pd ha dichiarato di essere dalla parte dei lavoratori che, per il segretario della Cgil Funzione pubblica, Natale Di Cola, «sono in massa in strada e in sciopero per dire ancora una volta che le scelte fatte dal primo cittadino Ignazio Marino sono sbagliate. Ci aspettiamo dopo questa grande dimostrazione pacifica e colorata che il sindaco apra le finestre del suo studio e ascolti le richieste dei lavoratori che chiedono a gran voce il rispetto della loro dignità, salari adeguati e di poter lavorare per migliorare i servizi». Più conciliante il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Claudio Di Berardino: «Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Ma è necessario superare un atteggiamento di chiusura e di sfida nei confronti del sindacato». «Dopo questa adesione allo sciopero e questa imponente manifestazione – ha aggiunto Di Berardino – il sindaco e la Giunta devono cambiare le scelte che stanno adottando, ascoltare le ragioni dei lavoratori, ridefinendo un disegno della Roma del domani a cui agganciare anche una riforma della macchina capitolina che aiuti a migliorare i servizi utilizzando le risorse umane al meglio».

LE MAESTRE – In migliaia si sono ritrovati intorno alle 8.30 alla Bocca della Verità, da dove sono diretti verso il Campidoglio per protestare sotto la statua del Marco Aurelio. In prima fila le educatrici degli asili nido con i loro slogan: ”No alle maestre tappabuchi” e ”25 bambini-1 maestra”. Le maestre della scuola d’infanzia sono furiose: «Già prendiamo poco – urla la signora Maddalena – non ci tocchino i nostri stipendi». La signora Luisa va oltre invece la questione del salario accessorio: «Ci si dimentica che l’obiettivo principale sono i bambini e le relative questioni psicopedagogiche, gli aggiornamenti professionali e tutto ciò che è necessario per la corretta formazione del bambino. Il sindaco si è dimenticato di noi e noi siamo tutte qui». E ancora: «È vergognoso come il sindaco sta amministrando Roma, specialmente per quel che riguarda le scuole».

IL TRAFFICO – Il corteo ha portato alla chiusura di numerose strade nel centro di Roma, con conseguente traffico in tilt. Code e rallentamenti si registrano in diverse zone della città: dalla Nomentana alla Tiburtina, dalla Cassia all’Aurelia, dalla Tuscolana alla Trionfale, dalla Prenestina alla Laurentina, dalla Salaria all’Appia Nuova ma anche sulla Tangenziale Est, su via Cristoforo Colombo e sul Grande Raccordo Anulare. Caos anche in centro, in particolare nella zona della Bocca della Verità, punto di partenza del corteo.

 

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