Ss Lazio, il futuro è dei giovani: Ceccarelli, Cataldi, Elez e Minala

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Ss Lazio, il futuro è dei giovani: Ceccarelli, Cataldi, Elez e Minala
Ss Lazio, giovani promesse del futuro: Ceccarelli, Elez, Cataldi e Minala

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La Lazio del presente e del futuro avrà come base i giovani. Quelli allenati prima da Bollini e ora da Inzaghi (che Lotito ha voluto fortemente tenere nonostante le tante richieste e che presto potrebbe fare anche il grande salto), ma anche quelli mandata fuori a farsi le ossa.

IL RITORNO A CASA – Tommaso Ceccarelli e Danilo Cataldi sono i due giovani che si sono messi in luce lontano da Formello. Il primo, attaccante classe ’92, è attualmente in Prima Divisione con il FeralpiSalò e la Lazio potrebbe essere interessata a farlo tornare a casa, anche se alcuni squadre di serie B sono interessate a lui come riporta il sito Gianlucadimarzio.com, che svela come Brescia e Cesena siano rimaste ben impressionate dal giovane.

Ora la dirigenza biancoceleste deve decidere se far fare le ossa in B al giovane attaccante, oppure farlo rientrare nella rosa della Lazio e gettarlo nella mischia. Ottimo anche il lavoro che sta facendo Cataldi con il Crotone e con la Nazionale Under 21. In una amichevole vinta dagli azzurrini di Di Biagio il giovane biancoceleste ha giocato 45 minuti, disputando una buona prova.

ASPETTANDO IL SALTO – Elez festeggia i 20 anni e la doppietta alla Reggina con una cena offerta ad alcuni amici e compagni di squadra. Il giovane è molto apprezzato da mister Inzaghi che pare abbia detto a Reja e Bollini che è pronto per il debutto in serie A. Insomma giovani di belle speranze, come Keita prima e Minala in questa stagione. Proprio il camerunense è stato intervistato da Sky Sport, ed è tornato a parlare della sua età, ribadendo che il 1996 è il suo anno di nascita: «Potete fare tutti gli accertamenti che volete».

Per lui la verità è una sola: «Noi africani dimostriamo più anni di quelli che abbiamo, ma non c’è dubbio sul fatto che abbiamo gli anni che dichiariamo». E poi parla di un provino promesso al Milan e di una persona che lo ha lasciato «da solo alla stazione Termini», ma se oggi è qui lo deve «allo Stato italiano che mi ha dato la possibilità di restare». Una fortuna per lui ma anche per la Lazio.

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