Roma, suonano in un pub e non vengono pagati: sfiorata la rissa

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Roma, suonano in un pub e non vengono pagati: sfiorata la rissa

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Un evento musicale a un passo dal finire alle mani. Questo quanto accaduto giovedì 23 gennaio presso un noto locale di musica dal vivo in zona San Lorenzo, nel cuore di Roma. Tutto per una questione economica e di accordi non rispettati, in una vicenda che ha visto i gestori del pub opposti ad una band di cinque ragazzi di Roma e provincia. Il gruppo era entrato in contatto con il locale un mese prima dell’accaduto per organizzare un concerto: l’accordo prevedeva l’impegno di circa un’ora e trenta dei musicisti sul palco, in cambio di una retribuzione pari al 50% dell’incasso del locale al raggiungimento di almeno quaranta spettatori.

Dopo essere arrivati sul posto e aver sbrigato le operazioni preliminari allo show, il gruppo scopre di non poter nemmeno cenare, pericolo scampato in seguito a un tentativo (fallito), da parte dei proprietari, del classico “scarica barile” in merito alle responsabilità sulla cena per la band. Il clou, e l’inizio del vero episodio, arriva però a fine serata: i gestori comunicano ai musicisti di aver totalizzato tre spettatori in meno rispetto al minimo necessario per il pagamento (37 contro 40) e di non poter retribuire la band, come da accordi, proponendo ai ragazzi un rimborso di cinquanta euro. Per ovviare alla situazione e, raggiungere i quaranta ingressi, i musicisti e altri spettatori presenti si offrono di versare di loro pugno i soldi mancanti e persino di convincere qualche passante ad entrare nel locale.

Ma niente da fare: in queste condizioni l’accordo si rompe, a serata conclusa e impegno rispettato dal gruppo. Volano parole dure, accuse ed offese reciproche e si arriva quasi al confronto fisico tra alcuni esponenti. “Io ho scelto di fare l’imprenditore quando ho capito che con la musica non ci avrei fatto niente – le parole di uno dei proprietari – e questo posto ogni venerdì e sabato conta almeno 300 ospiti. Stasera con meno di 50 paganti è andata male”. “Abbiamo contato almeno 45 persone che hanno assistito al concerto, non quanti ce ne sono stati detti, sono tutte scuse per non mantenere i patti”, la risposta della band. Scongiurata, infine, la rissa. Numerose sono però le segnalazioni di live club della capitale, e non solo, non rispettosi di patti stretti con musicisti emergenti.

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