La prigione degli stranieri di Caterina Mazza

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La prigione degli stranieri di Caterina Mazza
Il libro di Caterina Mazza con prefazione di Giuliano Amato

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Quindici anni fa, l’Europa in toto, alle prese con flussi crescenti di immigrazione, decise che non si poteva fare a meno dei Cie. Eppure è difficile rintracciare un fondamento costituzionale di questi istituti. Come funzionano? Quali sono le condizioni di vivibilità interna? E soprattutto, quale utilità ricoprono nel rendere effettiva la politica che ha portato alla loro istituzione? Nei centri i migranti, pur non avendo commesso alcun reato, si trovano in una condizione di privazione della libertà personale. Tuttavia, è probabile che nessuno vorrà eliminarli o riformarli fintanto che in Europa continueranno a prevalere i sentimenti autodifensivi delle comunità nazionali. L’autrice cerca di chiarire dunque se i CIE servano davvero a disincentivare gli stranieri irregolari dal permanere sul territorio nazionale; se, in termini di costi economici e umani, convengano allo Stato; e, infine, se sia possibile formulare possibili alternative.

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CORONAVIRUS, D’AMATO: «OGGI 17 CASI, APPELLO ALL’UTILIZZO DELLA MASCHERINA O SI DOVRÀ RICHIUDERE»

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“Oggi registriamo un dato di 17 casi. Di questi 10 sono casi di importazione: 6 casi sono di nazionalità del Bangladesh, un caso  dall’Iraq, due dal Pakistan e uno dall’India. Rivolgo un...