Crisi, Confindustria: «Segnali di fine caduta ma risalita non è certa»

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Ci sono segnali di fine caduta dell'economia italiana, ma la ripresa non è certa. Lo spiega il rapporto di Confindustria secondo cui ci «sono qua e là segnali di fine caduta» che lasciano intravvedere «l'avvio della risalita» ma non ci sono «solide base per prevederla». Per Confindustria ci sono cinque elementi incoraggianti: minor costo dell'energia, progressi nel contesto economico globale, l'affievolimento delle misure di austerity, una maggiore stabilità di azione di governo orientate alla crescita e il cauto rinsaldarsi della fiducia.

Il segnale più importante viene, spiega il rapporto, dagli acquisti di auto, dove le immatricolazioni hanno cominciato a puntare verso l'alto. Il Centro Studi Confindustria ha tagliato la stima del Pil 2013 da -1,1% a -1,9%. Nel dettaglio, la spesa per consumi resterà negativa sia quest'anno (-3%), sia il prossimo (-0,3%). La spesa per investimenti sarà di -5,8% quest'anno e +0,4% il prossimo.

Esportazioni +1,3% quest'anno, +2,6% il prossimo. Saldo commerciale positivo: +2,6% quest'anno e +3,5% il prossimo. Per il 2014 modesta ripresa del Pil a +0,5%. «La ripresa sarà lenta, soprattutto per il credit crunch, la perdita di competitività di costo, gli ampi vuoti di capacità produttiva accumulati in molti settori industriali e le gravi difficoltà delle costruzioni», è scritto nel rapporto di Confindustria. (asca)

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