Marino ai presidenti: «Priorità decentramento e politiche sociali»

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Si sono riuniti per mezz’ora nella sala delle bandiere, per dare un segnale forte alla città segnando l’ìinizio di una fase nuova, in cui il sindaco instaura un più forte dialogo con i territori e i cittadini tramite i presidenti di municipio. La riunione dei minisindaci con Ignazio Marino è iniziata poco dopo le sei del pomeriggio in Campidoglio. Nonostante le ore febbrili che vedono il sindaco ancora impegnato nello sciogliere il rebus dela composizione della giunta.

Marino ha dunque confermato l’incontro  con i minisindaci nella sala degli arazzi e ha sintetizzato così i quarantacinque minuti di riunione:«Abbiamo deciso che una delle priorità di questa consiliatura sarà realizzare il decentramento non solo dei servizi ma anche dei poteri – ha spiegato Marino. Nella prossima riunione ci daremo quindi dei tempi e degli obiettivi per realizzare questo progetto». Al centro del pomeriggio poi un tema ha prevalso su tanti: combattere il disagio, non lasciare sole le persone più deboli che vivono a Roma. Il sindaco e i 15 municipi vogliono partire dall’emergenza sociale e per farlo hanno deciso di istituire una cabina di regia che dovà individuare attraverso un censimento della situazione in città il numero e il livello delle situazioni che riguardano anziani, disabili  e persone a rischio esclusione.

«Dobbiamo lavorare insieme dando la priorità al sociale e contro il disagio, perchè tutte le persone appartenenti alle fasce deboli non rimangano sole e abbandonate durante l’estate – ha spiegato il sindaco – Per questo abbiamo deciso di creare una cabina di regia per individuare le priorità di intervento e reperire i fondi». Dopodichè il sindaco ha inforcato la sua bicicletta ed è sceso giù per il campidoglio proseguendo la sua giornata. All’uscita dell’incontro la maggioranza dei minisindaci ha sfilato senza rilasciare dichiarazioni.

Per Sabrina Alfosi (I) «l’incontro è andato molto bene», per Paolo Marchionne (III) «È l'inizio di un percorso interrotto da troppo tempo in città», mentre Andrea Catarci,  (VIII) a ha  sottolineato il rischio di un aumento dei costi derivanti dalla recente riforma: «Un problema sono le tante spese da sostenere per i cambi di e gli accorpamenti: un fatto che rischia di costare centinaia di migliaia di euro ad ogni municipio solo per cambiare le insegne, i cartelli di divieto di sosta e altri strumenti come i timbri e le carte intestate e non solo».

S.T.

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