Venezuela, è morto il presidente Chavez: «contagiato dai suoi nemici»

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È morto il presidente venezuelano Hugo Chavez, operato nei mesi scorsi per un tumore alla zona pelvica a Cuba. Si è spento ieri a Caracas alle 16.25 ora locale, le 22.55 in Italia. Aveva 58 anni. Lo ha annunciato in tv il vice presidente e suo delfino designato, Nicolàs Maduro: «È un momento di profondo dolore» ha detto, invitando il popolo a radunarsi nella capitale in Plaza Bolivar e in Avenida Loyola, davanti all'Hospital Militar, dove il leader bolivarista era ricoverato.

La notizia ha trascinato il Paese nelle lacrime, chiuso un'era e lasciato di stucco la comunità internazionale. Già in mattinata il ministro delle Comunicazioni, Ernesto Velleges, aveva fatto sapere che Chavez versava in condizioni di salute “molto delicate” dopo che i medici gli avevano riscontrato una “nuova e severa infezione” nelle vie respiratorie.

Dal canto suo il vicepresidente Nicolas Maduro era giunto persino a denunciare l'esistenza di un “piano per destabilizzare” il Venezuela dietro la malattia del leader bolivarista, “contagiato dagli storici nemici di questa nazione”.

I funerali si svolgeranno venerdì 8 marzo e il Venezuela, ha spiegato il capo della diplomazia Elias Jaua, rispetterà una settimana di lutto mentre le scuole rimarranno chiuse tre giorni. Le forze armate “bolivariane” sono invece già state dispiegate in tutto il territorio per far rispettare la Costituzione, ha aggiunto il suo collega alla Difesa, Diego Molero.

In un tweet la figlia, Maria Gabriela Chavez, ha chiesto di “seguire l'esempio” del papà. “Dobbiamo continuare a costruire la Patria – ha scritto -. Non ho parole. Eternamente grazie! Forza! Hasta siempre papito mio!”.

Da Washington il presidente Barack Obama ha confermato “il sostegno” degli Stati Uniti al “popolo venezuelano” e il “loro interesse per lo sviluppo di un rapporto costruttivo con il governo”. Per il leader della Casa Bianca “si apre” ora “un nuovo capitolo della loro storia”.

Dopo la morte di Hugo Chavez, la presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner ha sospeso ogni attività e sarebbe orientata – riferiscono i media locali – a decidere tre giorni di lutto nazionale anche in Argentina, in segno d'omaggio all'amico.

Il capo dello Stato boliviano Evo Morales, tra le lacrime, ha ricordato Chavez come “un compagno rivoluzionario, che ha lottato per l'America Latina, che ha dato la sua vita per la liberazione del continente”.

Anche il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, si è detto “rattristato” per la morte del presidente venezuelano: parlando dal Palazzo di Vetro il numero uno delle Nazioni Unite ha espresso le sue condoglianze alla famiglia e al Paese latinoamericano. “Chavez – ha detto – si è battuto per le aspirazioni e le sfide delle persone più vulnerabili fornendo un impulso decisivo per i nuovi movimenti di integrazione regionale, pur mostrando solidarietà verso altre Nazioni del mondo”.

Nato a Sabaneta il 28 luglio del 1954, Hugo Rafael Chavez Frias, d'ispirazione socialista, salì per la prima volta al potere nel 1999 dopo aver tentato invanamente di rovesciare nel 1992, con un colpo di Stato, l'esecutivo di Carlos Andrès Pèrez. Nei suoi 14 anni di governo fondò la sua politica sul petrolio, il militarismo e l'antiamericanismo. Aveva vinto l'ultima tornata elettorale e si preparava a governare fino al 2019. Erano settimane che si rincorrevano le voci sulle sue condizioni di salute, da quando l'11 dicembre scorso, a L'Avana, era stato sottoposto alla quarta operazione chirurgica per l'estrazione di un cancro ormai in fase di metastasi.

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