Renzi sprona il Pd: ‘‘non inseguiamo Berlusconi sulle tasse’’

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“Il Pd è in vantaggio e queste elezioni possiamo perderle solo noi, se ci facciamo prendere dalla paura. Bisogna non inseguire Berlusconi sull'Imu ma mostrare come governeremo noi tra venti giorni. Il Pd non gufi su Balotelli ma mostri come immaginiamo il futuro sulla scuola, sui giovani. A quel punto Berlusconi sembrerà una sorta di Superpippo”. È il suggerimento che Matteo Renzi dà al suo partito nel corso della trasmissione di ieri sera “Otto e mezzo” su La7.

“Chi fa la maratona sa che gli ultimi chilometri sono i più difficili – prosegue – ma per il Pd il traguardo è a portata di mano. Bisogna però parlare dei problemi degli italiani e non di Berlusconi. Da lui mi aspettavo di più. Non ironizziamo sulla proposta di eliminazione dell'Imu. È fattibile. Ma è questione di credibilità. Il problema è che la credibilità di Berlusconi non è all'altezza della proposta”. Prosegue il sindaco di Firenze: “Bersani non dà retta a quello che dice Berlusconi ma nel centrosinistra c'è stato un primo mese in cui una parte dei dirigenti attorno a Bersani già faceva i conti su chi avrebbe fatto il sottosegretario e ora qualcuno ha un atteggiamento opposto, quasi se la sta facendo addosso”.

Poi arrivano parole di apprezzamento per il leader di Sel: “Con Vendola ce ne siamo dette di tutti i colori, ma descriverlo come lo spauracchio dei moderati è una barzelletta. Lui ha fatto accordi con l'Udc nella metà dei Comuni della Puglia”. Renzi fotografa inoltre la situazione politica: “C'è il centrosinistra che vuole governare il paese e una parte degli altri schieramenti che cercano di essere determinanti per un accordo con il centrosinistra. Questo atteggiamento è rispettabile ma io sono affezionato all'idea che si corre per vincere, non per fare un accordicchio”. Sullo scandalo Mps allarga il ragionamento: “Non credo che al Nazareno, sede del Pd, abbiano deciso cosa fare del Monte dei Paschi di Siena. Dare una responsabilità di quanto accaduto al Pd è una forzatura e anche Berlusconi lo sa. Quello dell'Mps è un problema del sistema politico di questo paese, anche del Pd. E chi lo negasse negherebbe il problema ma da qui a usarlo come strumento di lotta contro il Pd è un atteggiamento poco serio. Le responsabilità della politica ci sono ma mi piacerebbe sapere anche cosa ha fatto chi doveva vigilare”.

Conclude l'ospite della trasmissione di Lilli Gruber: “Io vorrei continuare a fare il sindaco di Firenze e mi ricandiderò a sindaco. La faccia vale più della poltrona. Il camper delle primarie lo abbiamo rottamato, ma continuerò a fare campagna elettorale, in Lombardia, Calabria, Sicilia, Veneto, dove il risultato è in bilico. In televisione ci siamo stati già abbastanza, voglio che Bersani sia il nuovo presidente del Consiglio”.

Pier Luigi Bersani, ospite ieri sera di “Piazza pulita” su La7, coglie l'occasione per precisare la linea del suo partito: “Io non vado a promettere rimborsi di viaggi di nozze. Questa è una battaglia che o si vince sulla serietà o è meglio riposarsi. Mai più condoni: è l'unica proposta shock che posso fare. Io parlo di fedeltà fiscale, di tracciabilità. Puntiamo a reintrodurre il falso in bilancio e regolamentare i mercati finanziari, con la tobin tax anche sui derivati”. Il segretario del Pd sembra aver ascoltato i consigli di Renzi, con il quale venerdì scorso ha tenuto a Firenze il primo comizio insieme: “Su Imu e sul fisco dal Cavaliere cos'altro si può prevedere se non questo tipo di uscite? Occorre invece parlare seriamente di quel che si deve fare. Non fa bene al nostro paese una campagna elettorale che si gioca in modo un pò onirico, una gara a fare vedere il Bengodi”.

Bersani ritiene che sia l'assenza di politiche sull'occupazione il problema centrale dell'economia italiana. Da qui l'ipotesi di un piano straordinario in tre anni del peso di sette miliardi e mezzo per risanare scuole e ospedali insieme a interventi ambientali sul territorio che potrebbe essere finanziato da fondi Fas (per le aree sottoutilizzate) e Fondi europei non utilizzati, oltre che da tagli alle spese militari, allentando il Patto di stabilità degli enti locali che impedisce di usare molte risorse. Spiega Bersani: “Si tratta di opere che devono partire entro sei mesi per creare lavoro. Niente favole. Noi stiamo scommettendo di vincere sulla serietà perchè il paese è nei guai e io non farò un altro mestiere”. Il segretario del Pd precisa infine la sua posizione sullo scandalo Mps: “Le fondazioni non possono avere una posizione predominante in una banca. Se vado al governo, si esce da qualsiasi controllo della Fondazione sulla banca. L'ho sempre pensata così. Sono assolutamente d' accordo perchè vengano via da una posizione preminente le Fondazioni”. (asca)

 

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