Tagli alle Poste: proteste e petizioni

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Tira “aria di crisi” anche per gli uffici postali in provincia di Roma. Poco più di un mese e mezzo fa il Comune di Albano aveva chiesto un incontro a Poste Italiane per capire i motivi del “dimezzamento” dei dipendenti presso la filiale di Pavona e un paio di settimane fa il sindaco di Frascati Di Tommaso aveva effettuato un sopralluogo presso la filiale di Cocciano per verificare le problematiche (tecniche e di personale) che stavano condizionando anche il lavoro di quell'ufficio. I punti in “maggiore sofferenza”, evidentemente, sembrano quelli periferici, ma non solo. Ad Artena, infatti, a fine aprile è stata chiusa la posta del centro storico.

«Si trattava di un servizio molto utile – si legge in una nota di Impegno civico per Artena – per gli abitanti della zona, un disagio soprattutto per gli anziani che non possono recarsi alla posta centrale se non sono accompagnati da amici e parenti». La lista ha quindi annunciato di voler organizzare una raccolta firme per far riaprire gli sportelli dell'ufficio postale. Da una raccolta firme all'altra per un problema solo appena differente. A Marco Simone, un popoloso quartiere di Guidonia, i residenti hanno chiesto a Poste un incremento di personale per avere un servizio più efficiente visti i soventi ritardi sulla consegna delle bollette e, ultimamente, anche della posta in generale. Le firme saranno indirizzate al direttore dell'ufficio postale di zona. «Le fatture arrivano già scadute e anche di oltre un mese», hanno segnalato gli abitanti che quindi rischiano di essere considerati morosi, ma non per colpa loro. Per questo motivo stanno pensando di formare una class action per tutelarsi da questa grottesca situazione. Insomma la macchina organizzativa dei cittadini, ormai sconsolati, si è già messa in moto.

Tiziano Pompili

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