Scheletri di cemento al posto di asili e biblioteche

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In via Bravetta ancora campeggiano alti gli scheletri del Residence Roma, a più di quattro anni dallo sgombero e dalla parziale demolizione della struttura, poiché non sono ancora iniziati i lavori di riqualificazione dell’intera area come prevede la delibera comunale 47/2007. L’iter amministrativo è piuttosto complesso ed è stato ritardato a causa del fatto che il Residence si trova a ridosso della Valle dei Casali e perché non si riesce a chiudere la conferenza dei servizi.

Nel progetto è prevista la realizzazione di un asilo nido, di una scuola dell’infanzia, di un centro culturale e sportivo e di una biblioteca di 1000 metri quadri utilizzando i 4 milioni di euro derivati dal cambio di destinazione d’uso. Il presidente del Municipio XVI Fabio Bellini dichiara che «ciò che io stigmatizzo è che una volta finita l’emergenza sociale del Residence nessuno se ne è più occupato tranne il Municipio. Comunque questa operazione rivoluzionerà il volto di Bravetta perché avremo a disposizione più di 5000 metri quadri da sfruttare in servizi offerti ai cittadini».

L’associazione Area Centro Democratico ha promosso una raccolta firme da consegnare al sindaco per chiedere l’immediato abbattimento delle strutture rimaste e l’attuazione della delibera “Il successivo passo – dichiara l’associazione nel suo sito – è estendere la nostro battaglia a quante più forze del territorio vorranno affiancarci, con la formazione di un vero e proprio comitato per il Residence Roma”.  

Ivan Selloni

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