Reparto ginecologia a rischio chiusura

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Ospedale Riuniti, tra novità positive e vecchi problemi. Il polo ospedaliero anziate continua a vivere sospeso in un limbo particolare: da una parte va registrata la grande professionalità di tutto il personale medico e il sostegno dei cittadini alla struttura, dall’altra c’è da rimarcare il dramma del blocco delle assunzioni che continua a paralizzare l’attività dei reparti. Pochi giorni orsono è stato inaugurato il nuovo reparto di senologia, grazie soprattutto all’impegno dell’Andos, che già in passato aveva donato molti macchinari al nosocomio anziate. Successivamente si è registrato uno spostamento interno di alcuni reparti, con l’accorpamento di parte di essi in un nuovo settore definito “multispecialistica”. Scelte dettate meramente da logiche pratiche, anche se nel reparto di chirurgia un ristretto gruppo di nove medici deve far fronte a numerose incombenze, tra ricoveri, urgenze e day- hospital. I pochi infermieri in organico sono sottoposti ad autentici tour de force, non potendo contare su un adeguato turn over.

Nel frattempo proprio nella giornata di ieri è arrivata l’ultima doccia fredda, con l’annuncio del primario di ginecologia, Virginio Ambrogi, della chiusura degli ambulatori, al fine di garantire il servizio essenziale nei reparti. Il primario ha dovuto optare per questa soluzione sempre a causa del blocco delle assunzioni, che non ha permesso di incrementare il numero dei medici, ridotto a sette unità. Inevitabile la scelta di dare la priorità alle urgenze con la conseguente chiusura degli ambulatori di diagnosi neonatale, colposcopia, ecografia ostetrica e morfologica e uro dinamica. Per i cittadini non sarà più possibile effettuare prenotazioni al Cup e di conseguenza dagli operatori sono già partite numerose telefonate per disdire gli appuntamenti prenotati da tempo. Entro la fine dell’anno la situazione già precaria di ginecologia potrebbe degenerare: i contratti di cinque medici (su sette in organico) scadono il 31 dicembre. In mancanza di una proroga il reparto dovrebbe inevitabilmente cessare l’attività. Un’ipotesi che nessuno vorrebbe prendere in considerazione. «Continuiamo a scontare la politica regionale – riferiscono alcuni lavoratori del nosocomio anziate -. Non vi è alcuna possibilità di rotazione per il personale medico, la situazione ormai è quasi al collasso. Per noi che facciamo grandi sacrifici è un autentico smacco, ma soprattutto per i cittadini, che potrebbero non usufruire più di alcuni servizi essenziali. Servizi a volte di ottima qualità, se consideriamo che il reparto di ginecologia è tra i migliori in ambito regionale».

Marcello Bartoli

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