Punto Sma prossimo alla chiusura

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La crisi non fa sconti. Anche ad Anzio si comincia ad avvertire sempre più forte il vento della recessione, dovuto sia a un’evidente congiuntura negativa nazionale, sia all’immobilismo della classe politica locale. Inevitabile che a farne le spese siano alcune storiche attività commerciali, peraltro già relegate in secondo piano dalle grandi catene di supermercati, che continuano a spuntare ovunque. L’ultimo caso di alcuni giorni orsono riguarda il “Punto Sma” di via Matteotti (ex “Superpiù”), esercizio commerciale sito nel cuore della città neroniana, da anni punto di riferimento di molti residenti e non solo. Il punto vendita è ormai prossimo alla chiusura, ben evidenziata anche da un cartello molto polemico esposto dai gestori al di fuori del negozio.

Nel volantino i lavoratori della piccola azienda spiegano le ragioni della serrata definitiva, dovuta a uno spropositato aumento del canone di affitto richiesto dai proprietari dei locali. Per un’attività di dimensioni ridotte e già alle prese con la crisi, vedersi richiedere 12mila euro di affitto mensile rispetto ai precedenti 5mila scarsi ha praticamente decretato la fine di ogni prospettiva. Nella lettera i gestori dell’attività ringraziano pubblicamente tutti i cittadini che in questi anni sono stati non solo clienti fedeli, ma anche amici leali. Un valore che “nessuna moneta potrà mai ripagare e che ha lenito ogni tristezza”. A questo punto scatta un doppio allarme: in primis ci sono circa dieci dipendenti (compresi i gestori) che si ritrovano improvvisamente senza lavoro e in secondo luogo ci si interroga sul futuro dell’attività commerciale.

Le ultime indiscrezioni riferiscono di una probabile acquisizione di un gruppo di imprenditori cinesi, che darebbero vita all’ennesimo “store” di discutibile qualità. «Innanzitutto esprimo piena solidarietà ai dipendenti del Punto Sma – ha riferito un commerciante della zona -. Questo episodio segna l’ennesima sconfitta per la nostra città, in cui ormai la classe politica sembra solo proiettata sulla costruzione di un mega porto, perdendo di vista le necessità reali dei cittadini. Il probabile arrivo dei cinesi? Nulla da eccepire, anche se Anzio perderebbe sempre di più la sua connotazione tradizionale. Rischiano di sparire non solo molti clienti, ma anche quel tratto distintivo che ogni città dovrebbe mantenere».

Marcello Bartoli

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