Alfano d’accordo con Renata, ma deciderà la Corte Costituzionale

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Non era proprio di buon umore Renata Polverini dopo la bocciatura del suo piano casa per opera del veneto Galan soprattutto dopo l'intervista del ministro a "Il Tempo" che ribadiva sostanzialmente le ragioni che l'hanno indotto ad impugnare parte della normativa. E poi c'erano le dimissioni dei suoi assessori, che lei non aveva accettato proprio nella mattinata. Ma a margine di un convegno sui fondi europei la presidente della Regione Lazio respingeva anche l'insinuazione che volesse giocare una partita politica tutta sua anche a livello nazionale. Una sorta di braccio di ferro con un ministro della Repubblica.

«Per fare il presidente della Regione si deve fare politica. La politica non è uno sport, ma un impegno serio». Nè si faceva scrupolo di adottare toni sprezzanti nei confronti di Galan quando affermava: «Io parlo con il presidente del Consiglio perché dall'altro ieri la questione si è spostata sul governo e non mi interessa più il ministro». Aggiungendo  poi: «Io non ho litigato con nessuno, ho cose più serie sulle quali litigare e sicuramente non litigo nel mio ruolo istituzionale. Poi se qualcuno litiga con me, non è un problema mio». Evidentemente non potendo interloquire direttamente con Berlusconi impegnato a Bruxelles, si è accontentata di incontrare nel tardo pomeriggio il segretario del suo partito Angelino Alfano. Un colloquio positivo, a quanto pare, tanto che il segretario all'uscita dall'incontro faceva sapere che con il Piano casa la Regione Lazio e la presidente Polverini «hanno attivato uno dei punti qualificanti del programma del centrodestra e del governo Berlusconi» sostenendo che il Piano resta pienamente in vigore salvo la verifica degli aspetti tecnici «fin da domani nelle sedi istituzionali competenti, a partire da quelle di governo preposte ai rapporti con le Regioni».

Insomma, fiducia piena sulla presidente e la sua giunta che avrebbe dovuto dissipare ogni ombra di dissidio politico malignamente insinuata dalla stampa. Fiducia confermata in serata anche dagli assessori del Pdl che hanno annunciato il ritiro delle dimissioni, confermando «il comune impegno per la definizione di un percorso condiviso finalizzato a risolvere le questioni emerse in merito al Piano Casa della Regione». Anche Renata è parsa raggiante al termine dell'incontro per il riconoscimento del valore del suo piano. «Alfano ha riconosciuto che c'è un sistema Lazio importante – ha aggiunto – che sta lavorando bene e che va seguito attraverso un tavolo permanente di confronto». «La riunione – ha infine concluso – è andata bene. C'è stata la presenza di tutti i rappresentanti nazionali e territoriali del Pdl, del segretario Angelino Alfano e tutti i coordinatori, al fianco della Regione nella posizione espressa ieri». Tanta soddisfazione, almeno in apparenza, ma nel frattempo il ricorso alla Corte Costituzionale per conflitto di poteri fra Governo e Regione seguirà il suo corso e la legge rischia comunque di venire cassata. Prospettiva che Renata Polverini ha ben chiara quando ammette che «l'impugnativa non è una questione che può essere discussa in una sede politica, attiene ai livelli istituzionali e sarà mia cura sentirmi con il ministro Fitto che si occupa di questo». «In sede istituzionale – ha aggiunto – cercheremo di capire se c'è ancora una soluzione. Se così non è noi ribadiremo la nostra posizione e ci difenderemo davanti alla Consulta».

 Giuliano Longo

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