Preside vieta il crocifisso in aula

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E’ polemica a Guidonia per la decisione del preside dell’Istituto Garibaldi di non rimettere nelle aule il crocifisso dopo i lavori di manutenzione ordinaria effettuati dal Comune. Una decisione su cui sono insorti ieri i genitori e che richiama in maniera diretta l’intervento della politica. «Pur nel rispetto della autonomia del dirigente scolastico di decidere o meno se esporre il crocifisso nelle aule, non posso essere d’accordo con la scelta di Stefano Simboli, preside dell’istituto comprensivo Giuseppe Garibaldi di Setteville, di negare agli alunni e alle famiglie la presenza di un simbolo che incarna la nostra identità culturale, e non solo religiosa. Si tratta di una decisione inammissibile» – ha dichiarato il sindaco di Guidonia Montecelio Eligio Rubeis. Da quanto il sindaco ha avuto modo di verificare, il preside ha preso tale decisione appellandosi alla sua funzione di garante della laicità dello Stato e come forma di rispetto verso le altre sensibilità religiose. Più duro Michele Venturiello, presidente della Commissione Cultura e Pubblica istruzione, consigliere comunale del Pdl eletto nel quartiere di Setteville.

«E’ incredibile che un dirigente assuma una posizione così intransigente e poco tollerante per tutelare un malinteso significato di laicità: non posso credere che dalla scellerata pulizia etnica messa in atto, ahimé, da alcune culture nel ‘900, si passi oggi ad una pulizia culturale mossa sempre da motivazioni ideologiche. A un preside, e parlo anche come genitore di figli che vanno nella scuola da lui diretta, si chiede di tutelare l’istruzione e la crescita formativa dei ragazzi e non di fare battaglie ideologiche. Spero inoltre che il professor Simboli – aggiunge Venturiello – sappia che l’azione da lui intrapresa è contro la legge, visto che il 18 marzo 2011 la Corte europea dei Diritti Umani di Strasburgo ha pronunciato una sentenza definitiva con la quale la scelta di apporre il Crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche, come in Italia, non viola alcun principio di laicità. Non solo, anche il Consiglio di Stato si è espresso a chiare lettere sulla piena legittimità del Crocifisso nelle aule scolastiche».

L’assessore alla Pubblica Istruzione Andrea Di Palma invita quindi il dirigente «al rispetto delle norme, al riconoscimento della cultura del nostro popolo, delle nostre tradizioni, che connotano un’identità utile a dialogare con chi non è credente o con altri di diverse religioni, un modello nel quale si dialoga e ci si rispetta tra diverse identità, non tra un nulla ed altri con forti identità».

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