Turbogas, residenti in sciopero della fame

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La comunità della Valle del Sacco è scesa di nuovo in piazza per far sentire la propria voce. Stavolta la protesta ha messo piede in quel di Artena, dove, per tutto il weekend, una nutrita rappresentanza di cittadini dell’antica “Montefortino”, di Valmontone e di Colleferro, ha dato vita ad un’iniziativa singolare: la “catena del digiuno”. Molti residenti locali hanno deciso di stare “a stecchetta” per 24 ore consecutive, con turni di tre persone alla volta. «Vogliamo sensibilizzare la collettività in attesa dell’imminente udienza di sospensiva del cantiere della Turbogas di Colleferro che si terrà al Tar del Lazio il 28 ottobre», hanno spiegato i promotori del simbolico gesto.

Nei mesi scorsi, infatti, il comitato contro la Turbogas di Colleferro ha depositato due ricorsi straordinari al Capo dello Stato e altrettanti al Tar del Lazio contro l’opera che, a loro avviso, anteporrebbe gli interessi industriali di pochi alla tutela della salute di un’intera comunità. Nelle settimane immediatamente successive al deposito dei ricorsi da parte dei cittadini e a seguito di numerose conferenze dei sindaci di bacino della Valle del Sacco, le Amministrazioni comunali di Artena e Cave hanno deciso, dunque, di costituirsi ad adiuvandum contro “un impianto industriale che andrebbe a peggiorare le già precarie condizioni igienico-sanitarie della zona”. Non solo “digiuno” per i cittadini, che hanno avuto la curiosa idea di “traslocare” a piazza Galilei e dormire all’interno di una roulotte. L’evento è perfettamente riuscito: «Ringraziamo tutti – hanno sottolineato dal comitato “No Turbogas di Colleferro” – per la solidarietà e sostegno ricevuto, la Protezione civile e il Comune di Artena, che ha messo a disposizione la piazza, e la famiglia che ha autorizzato il posizionamento della roulotte sull’area privata». 

 Marco Montini

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