Il “caldo” sabato dei Castelli

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Altro corteo del “No Inc”, altro successo di pubblico e critica. Sabato pomeriggio il coordinamento è sceso in piazza contro l’ampliamento della discarica di Roncigliano e contro il progetto di inceneritore del monopolista Cerroni. Un serpentone umano, colorato e civile, che ha sfilato per le vie di Albano e Ariccia per poi chiudersi festosamente a Genzano. Un bagno di folla e di famiglie a cui non sono voluti mancare partiti, amministrazioni locali e associazioni vicine alla tutela della salute e dell’ambiente. Da una parte, infatti, i sindaci Gabbarini e Cianfanelli, l’assessore albanense Fiorani e i Verdi del consigliere regionale Bonelli (solo per citarne alcuni).  Dall’altra tante organizzazioni cittadine: Villaggio Ardeatino, comitato “Rifiuti zero” di Fiumicino, “Salviamo il lago di Albano”, “Salute e ambiente” di Cancelliera, “No turbogas Aprilia”, Anpi di Albano, nonché una folta rappresentanza di chi in queste ore sta vivendo il rischio di ritrovarsi “monnezza” sul proprio territorio ovvero Riano, Corcolle e San Vittorino.

Tutti insieme per opporsi ad una modalità di gestione e chiusura di ciclo dei rifiuti che nel Lazio passa ancora per discariche, rifiuti indifferenziati e inceneritori. «Questa modalità – ha spiegato il referente legale Castri – è sbagliata e va cambiata la tipologia tramite l’avvio del porta a porta, riduzione, riciclo e riuso». Il modello Cerroni, chiamato settimo invaso e futuro inceneritore, è dunque fuori moda e il “No Inc” sta tentando di “esautorarlo”, passando per le vie legali: «Abbiamo due ricorsi al Tar contro il settimo invaso. E l’istanza è diventata più importante poiché l’ufficio urbanistica del Comune di Albano ha certificato i 179 metri di distanza della discarica dal primo centro abitato: un limite illegittimo, che sfora ogni normativa». Non solo: «Giovedì prossimo – ha aggiunto Castri – avremo un'udienza per cercare di sospendere il funzionamento del settimo invaso e nelle prossime settimane dal Consiglio di Stato attendiamo di sapere la sorte del progetto di inceneritore». La speranza è che venga confermata la sentenza del Tar del dicembre scorso: sarebbe una vittoria per tutta la comunità.

Marco Montini 

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