Tbc, il Codacons chiede il sequestro del Gemelli

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È stata depositata questa mattina dal Codacons una formale richiesta di sequestro del Policlinico Gemelli, dopo la scoperta di alcuni clamorosi casi di contagio che riguardavano bambini nati presso il nosocomio ma mai transitati per il reparto di neonatologia.

Nel testo della richiesta presentata alla Procura della Repubblica di Roma si legge: “Ci si riferisce in particolar modo ad una circostanza recentemente portata all’attenzione delle querelanti: esistono casi di bambini nati al Gemelli, che sono risultati positivi ai test per il contagio da Tbc, ma che non sono mai stati nel nido del reparto di neonatologia. Tale circostanza – che può essere confermata dai genitori – può portare ad una duplice conclusione: o l’infermiera in questione non ha svolto servizio solo nel nido del prefato reparto, o vi sono altri e ulteriori possibili veicoli di trasmissione, ancora presenti all’interno del reparto stesso". L’esistenza di questi casi, secondo il Codacons, “non può che condurre ad un superamento dell’aprioristico convincimento che, isolata l’infermiera, i degenti del reparto di neonatologia e pediatria non corrano più rischi di contagio. Vi sono a parere della scrivente tutti gli estremi perché il PM incaricato disponga il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. della struttura ospedaliera, almeno fino a quando non si siano effettuati controlli nei locali e visite a tutto il personale medico e infermieristico o almeno il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. dei reparti dove sono transitati i neonati (neonatologia, sala operatoria, sale parto, nido e nidini), almeno fino a quando non si siano effettuati controlli nei locali e visite a tutto il personale medico e infermieristico ivi operante".

“La nostra richiesta si bassa sul pericolo che esistano ancora oggi al Gemelli possibili fattori o veicoli di contagio, siano essi operatori sanitari o contaminazioni ambientali – ha poi spiegato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – La mancata adozione della misura cautelare da noi chiesta, potrebbe accrescere il rischio di ulteriori contagi, e quindi consentire la prosecuzione del reato contestato dalla magistratura”.

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