La devastazione dell’Agro Romano

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La Procura di Roma sta processando per direttissima uno straniero arrestato da un vigile urbano mentre tagliava un ramo di un oleandro a piazza Cavour. L'oleandro è una pianta velenosa e di nessun pregio botanico ed economico. Ma nonostante ciò lo straniero rischia due anni e mezzo di carcere perchè lo straniero secondo l'accusa non solo ha danneggiato la pianta ma anche il paesaggio. Ma se lo straniero viene processato ci sono funzionari Comunali e delle Soprintendenze accusati della distruzione di un campo fortificato medievale e di uno dei paesaggi più incantevoli dell'Agro Romano costituito da Torre e Chiese medievali e da una serie di casali e altri beni storico monumentali quali un centro di bonifica e colonizzazione agraria. Il sito è caratterizzato da un bosco di querce secolari incendiate diverse volte (tre incendi solo quest'estate, protagonisti i cantieri limitrofi che vorrebbero costruire anche nel bosco).

Uno scempio senza pari, uno schiaffo in faccia all'articolo 9 della Costituzione e al Codice dei Beni Culturali oltre che di ogni regola urbanistica e paesaggistica, visto che l'area interessata dalla cementificazione era vincolata a verde sia nel Piano regolatore che in quello Paesaggistico che nella procedura di valutazione ambientale. Italia Nostra ha avviato domenica scorsa la battaglia per la tutela dell'Agro Romano, già fortemente compromesso per le gravissime omissioni di Soprintendenza, Comune e Regione nell'apporre e nel far rispettare i vincoli esistenti che paiono favorire la malavita organizzata. Basta guardare ciò che è successo di recente ai funzionari della Fillea Cgil i quali, recatisi nei cantieri all'interno delle lottizzazione edilizia Tor Pagnotta 2, si sono visti minacciare in dialetto campano dai capo cantiere che gestiscono la manovalanza dei nuovi schiavi. Immigrati rumeni i quali, per poche decine di euro, vengono sfruttati giorno e notte senza alcuna misura di sicurezza.

Fatto denunciato in più occasioni da Cellini, responsabile regionale della Fillea Cgil Lazio. E anche dalla Asl Roma C che dopo aver verificato la violazione delle norme di sicurezza negli stessi cantieri di Tor Pagnotta 2 ha denunciato il fatto in Procura. Nessuno però ha mai fatto chiudere quei cantieri, che sono andati avanti incuranti e impuniti con gli operai appesi senza protezioni. Lo strapotere e la violazione di ogni regola sta portando pesantissime conseguenze alla  campagna romana e ai suoi siti monumentali e paesaggistici. Oltre ai comitati cittadini sono intervenuti rappresentanti politici quali Esterino Montino, Luigi Nieri e Andrea Catarci per il centrosinistra, Andrea De Priamo e il responsabile del Piano di recupero dei Casali dell'Agro per il Pdl. Nieri ha lanciato un grido d'allarme sul Piano Casa appena varato dalla Regione, per ampi tratti ampiamente incostituzionale ove pretende di andare in deroga ai vincoli urbanistici, paesaggistici e monumentali, e a invadere con edilizi privati zone destinate a servizi pubblici.

Silvio Talarico

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