Aiazzone, frode da 250 milioni

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Una colossale frode fiscale per oltre 250 milioni di euro perpetrata da una società appartenente al Gruppo Aiazzone. E’ quanto ha scoperto la Guardia di Finanza del comando provinciale di Roma. Un’indagine lunga e complessa portata a compimento dopo un anno di lavoro, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli. Secondo quanto ricostruito dal comando delle Guardia di Finanza di Tivoli, l'impresa aveva svuotato gran parte del patrimonio da beni mobili e immobili, trasferendo in maniera fittizia la propria sede in Bulgaria nel tentativo di sottrarsi alle conseguente di un fallimento. 

Dagli accertamenti di natura fiscale effettuati dai militari della Compagnia di Tivoli, coordinati dal tenente Luigi Palma, era emerso che il patrimonio della società, con stabilimenti per la produzione di mobili situati a Monterotondo, era stato in gran parte svuotato dei suoi principali beni immobili e mobili destinati all’impresa rendendola quasi inesistente, nonché che era stata fittiziamente trasferita la sua sede in Bulgaria – con la contestuale cancellazione dalla Camera di Commercio di Roma – attraverso operazioni di cessione di quote e partecipazioni societarie. L’esame della documentazione rinvenuta nel corso delle perquisizioni domiciliari effettuate in alcune città italiane, con particolare riferimento a Roma e Torino ha confermato l’ipotesi investigativa delle Fiamme Gialle, consentendo di delineare compiutamente il meccanismo fraudolento orchestrato dagli amministratori, al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte nel territorio nazionale e di evitare le gravi conseguenze di un imminente fallimento.

Le indagini finanziarie sui conti correnti bancari, disposti dal magistrato inquirente, hanno completato il quadro conoscitivo – reso lacunoso dalla mancanza delle scritture contabili obbligatorie – permettendo di ricostruire i movimenti finanziari ed economici della gestione societaria e di individuare le responsabilità dei due amministratori pro-tempore. Il bilancio dell’operazione è l’individuazione di materia imponibile non dichiarata ai fini delle imposte sui redditi per circa duecentocinquanta milioni di euro, la constatazione del mancato versamento dell’IVA all’Erario per quasi venticinque milioni di euro e la segnalazione all’autorità giudiziaria di Tivoli di due persone, per il reato di frode fiscale. 

 Mauro Cifelli

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