Malagrotta bis, la rivolta dei 17

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Riano non sarà sola a combattere contro la nuova discarica sulla via Tiberina. Quando ancora non erano ufficiali le notizie sul dopo Malagrotta, ieri pomeriggio il piccolo comune a nord di Roma ha ricevuto il sostegno anche dei 17 sindaci della Valle del Tevere e del Parco di Veio. Da Ponzano a Sacrofano, da Castelnuovo a Fiano, tutti con l’Amministrazione Ricceri. Data per certa la scelta di Pian dell'Olmo, ieri pomeriggio in prefettura, dove erano riuniti anche rappresentanti della Regione e della Provincia, si discuteva della scelta di almeno altri due siti. E tra questi figurava Quadro Alto, sempre a Riano.  L'ufficialità verrà data sicuramente domani, data della prossima riunione tra il commissario prefetto e i 17 sindaci della Valle del Tevere e del Parco di Veio. «Una riunione che lascia intendere decisioni importanti su Riano – ha spiegato ieri pomeriggio il vicesindaco, Italo Arcuri. Noi siamo pronti alla protesta. Sia Quadro Alto che Pian dell'Olmo, solo formalmente nel comune di Roma, distano appena 200 metri dalle nostre case.

Una discarica è inconcepibile. Ci sono motivi urbanistici – spiega ancora Arcuri – ma anche vincoli archeologici e ambientali. Abbiamo dato incarico a una commissione di esperti  di studiare bene la situazione per contrastare con un'azione legale quanto si sta decidendo in queste ore. Non siamo mai stati tenuti in considerazione e ora la presidente Polverini pensa di avere vita facile da queste parti. Noi non glielo permetteremo». Ieri sera alle ore 21, l'Amministrazione comunale ha convocato un'assemblea cittadina aperta anche a rappresentanti politici istituzionali per decidere sulle iniziative di protesta da adottare. Dalle prime indiscrezioni di ieri pomeriggio si parlava di un blocco della via Tiberina e della via Flaminia, già a partire dalla giornata di sabato, quando ormai le decisioni saranno definitive. Se da un lato rimane difficile che si trovi un unico sito temporaneo in grado di ospitare le oltre 4.000 tonnellate di rifiuti prodotte quotidianamente dai romani, dall'altro si pensa già a dividere in "zone". Potrebbero accogliere rifiuti trattati inerti, altri invasi, adeguatamente preparati e impermeabilizzati, potrebbero ospitare invece il percolato, cioè la frazione che fermentando produce gas. A Pian dell'Olmo di sicuro non andrà il "tal quale", cioè la mondezza così come viene gettata nei cassonetti neri dell'indifferenziata. Qui è infatti prevista la costruzione di una quinta linea di trattamento dei rifiuti, che produrrà combustibile per i gassificatori e selezionerà plastiche e ferro, rendendo il resto "inerte".  

«Se noi, appena arrivati, ci siamo voluti confrontare con un Piano rifiuti è perché siamo perfettamente consapevoli che o questa regione fa adesso scelte strategiche, o è evidente che potremo avere dei problemi irreversibili – ha dichiarato la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. Siamo determinati ad andare avanti: parleremo con le comunità coinvolte dal Piano e cercheremo di far comprendere loro che tutto quello che facciamo non è contro nessuno, ma è nell' interesse di tutti».  Da queste parti tutti sono in disaccordo. 

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