Roma mercato ideale per le mafie

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Roma mercato ideale per le mafie e centro di interessi economici. Criminalità organizzata che va sempre più imponendosi nella Capitale e nel Lazio attraverso un modello che punta su appalti pubblici e imprenditoria. È la fotografia del nostro territorio scattata dal sostituto procuratore nazionale antimafia, Diana De Martino, intervenuta ieri in consiglio regionale durante l'audizione della commissione regionale Sicurezza. «Le infiltrazioni mafiose nel Lazio si sono sviluppate soprattutto per il riciclaggio e il reimpiego di capitali illeciti – ha sottolineato la De Martino -. Camorra e 'ndrangheta ricorrono sempre meno alla violenza e preferiscono seguire un percorso imprenditoriale per riciclare i soldi frutto dei reati tradizionali». Secondo i dati in possesso della Direzione distrettuale antimafia di Roma, da gennaio 2010 a oggi, sono stati iscritti 274 procedimenti di competenza della Dda. Ma nonostante l’incessante attività investigativa sempre più mafie straniere trovano posto nella nostra regione. Una compresenza di organizzazioni criminali che hanno trovato un equilibrio con quella locale romana che, secondo  il sostituto procuratore antimafia, è soprattutto dedita all’usura. «In particolare – ha aggiunto – c'è la criminalità nigeriana attiva nel traffico di stupefacenti. Poi ci sono quelle romena ed albanese molto attive nella prostituzione e nei reati predatori».

Insomma, le mafie straniere, compresa quella cinese e russa, trovano spazio perché hanno i loro settori di competenza, come il traffico di droga o la tratta di esseri umani. «Nel Lazio c'è una forte presenza delle infiltrazioni criminali – ha detto il presidente della commissione Sicurezza della Regione Lazio, Filiberto Zaratti –. È bene non abbassare la guardia. Basta guardare i numerosi episodi di violenza di chiara matrice criminale: omicidi, tentati omicidi, incedi dolosi, gambizzazioni, regolamenti di conti ed elencare gli episodi degli ultimi trenta giorni – conclude Zaratti – per vedere che a Roma la criminalità sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti». Secondo l’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla mafia, in tutta Italia sono 11.317 i beni confiscati al 1 aprile 2011. Solo a Roma e Provincia sono 405. Centinaia di beni immobili che dovrebbero diventare il simbolo di una rinascita democratica, ma che spesso rimangono indisponibili e sottoposti a sequestro per anni senza essere utilizzati dalle Istituzioni o assegnati alla società civile. Uno spreco di risorse che si traduce spesso anche in un messaggio di lassismo e inefficienza alla criminalità organizzata. 

 Alessandra Mancini

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