Herla Pomezia: l\’azienda non paga, la protesta dei lavoratori assume contorni drammatici

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Tensione altissima ieri al call center occupato di Pomezia, la Herla Italia, dove da lunedì 30 lavoratori sono in sit-in permanente perché non pagati da quasi un anno. Ieri mattina scadeva l’ultimatum posto dai dipendenti i quali chiedevano all’azienda una cifra, 800 euro cadauno, irrisoria rispetto agli arretrati accumulati. Il legale della società, che aveva preso l’impegno di trovare risorse economiche per i lavoratori, si è presentato alle 12.30, quando si erano già viste scene di panico: 3 lavoratrici erano salite sulla terrazza del grattacielo abbandonato che si trova di fronte l’azienda, un’altra si era già incatenata davanti al cancello di ingresso, un’altra ancora aveva minacciato ripetutamente di tagliarsi le vene. Prima dell’avvocato erano intervenuti il sindaco De Fusco e i rappresentanti sindacali della Cgil. L’assemblea si è svolta in un clima bollente, alla presenza di una delegazione di lavoratori, del sindaco e dei sindacalisti. Gli animi si sono surriscaldati quando l’avvocato ha dichiarato che la proprietà non aveva nessuna intenzione di pagare adducendo la mancanza di liquidità. Un gesto di chiusura condannato da tutti, in primo luogo dalla Cgil, che ha dichiarato di proseguire nell’iniziativa di lotta accanto ai lavoratori. Molto critico anche il sindaco, in particolare verso il tentativo dell’azienda di dividere ulteriormente i lavoratori. Si vociferava infatti di una proposta da parte della Herla di “accontentare” nell’immediato qualche lavoratrice, 5 o 6 persone (tra cui 3 donne incinta), e poi pensare al resto. Nessuna proposta economica è stata fatta dal legale in nome della società, una scelta politica dell’azienda che dimostra l’assoluta mancanza di disponibilità a negoziare. Intanto la protesta dei lavoratori va avanti mentre si attende l’intervento del Prefetto, che, come ha assicurato lo stesso sindaco, convocherà le parti sulla questione. Nessun appoggio invece dalla governatrice del Lazio Polverini, come dichiarato dal consigliere regionale D’Annibale, che ha però assicurato un intervento diretto della Provincia di Roma. «Stiamo seguendo con molta apprensione gli sviluppi della vicenda. Una situazione molto tesa, che sta esasperando gli animi e che non vorremmo mai portasse a drammatiche conseguenze così come minacciato dai dipendenti. Abbiamo già scritto alla proprietà dell’azienda, mettendoci a disposizione per la convocazione di un tavolo interistituzionale per quello che attiene le nostre competenze. Chiediamo nuovamente alle parti di dimostrare senso di responsabilità, così da non esasperare ulteriormente una situazione già drammatica», ha dichiarato in una nota l\’assessore al Lavoro e Formazione della Provincia di Roma, Massimiliano Smeriglio. L’unico che è riuscito a far sorridere i lavoratori e le lavoratrici è stato Enrico Brignano, comico che a Pomezia è di casa, intervenuto per placare gli animi, che ha offerto il pranzo a tutti.

Teresa Di Martino

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