Municipio V: bufera sul passaggio di Caradonna all\’Api

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L’annunciato addio al Pd del presidente del V Municipio Ivano Caradonna, continua a rimanere al centro dei dibattiti interni all’area Tiburtina, ma non solo. Dopo la conferenza stampa, che ha confermato l’adesione di Caradonna all’Api di Rutelli, i partiti politici si scatenano a colpi d’agenzia. Immediate le reazioni de La Destra che attraverso Roberto Buonasorte, consigliere regionale e segretario di Roma e provincia, e Gianluigi Limido, segretario del V Municipio, suggerisce lo scioglimento del consiglio municipale «per dare la possibilità ai cittadini di voltare finalmente pagina e di dare a tutta la zona della Tiburtina un’amministrazione efficiente, solida, seria e capace». La sezione de La Destra del V municipio ha, anche, affisso alcuni striscioni invitando il presidente Caradonna a dimettersi. Le dimissioni del minisindaco erano state già richieste dal Pdl (da quando Caradonna aveva ritirato le deleghe ai suoi assessori). Dopo l’ufficializzazione del passaggio all’Api, Luca, Gramazio, capogruppo Pdl del Comune di Roma torna a ribadire le ragioni di tale richiesta: «Quanto si sta verificando in V Municipio è di estrema rilevanza politica e non deve assolutamente passare in sordina. Stiamo assistendo all\’impossibilità da parte del presidente Caradonna a proseguire il suo mandato dopo il passaggio dal Pd all\’Api.  È sotto gli occhi di tutti come il mandato degli elettori sia stato tradito, e come sia indispensabile a questo punto un atto di responsabilità da parte del presidente Caradonna. Se è così sicuro della sua scelta, non avrà alcuna difficoltà a farsi votare nuovamente dagli elettori». Nell’imbarazzo generale del Partito Democratico, dopo le dichiarazioni del suo coordinatore romano, Marco Miccoli, che aveva sottolineato «la necessità di un’attenta riflessione per i mutati assetti di governo del Municipio» arrivano a sorpresa i commenti dei due consiglieri comunali Massimiliano Valeriani e Dario Nanni. I due esponenti del PD non esitano a manifestare la loro amarezza:  «L\’abbandono da parte del presidente del V Municipio, Ivano Caradonna lascia l\’amaro in bocca e tanta delusione. Dietro le solite frasi di rito – proseguono Nanni e Valeriani – di chi se ne va da un partito per approdare da un\’altra parte si ha l\’impressione che, per l\’ennesima volta, esponenti politici eletti per una lista vaghino erranti alla ricerca di nuova casa più comoda e accogliente. Peccato, perchè il presidente del V Municipio, uno dei più importanti della città, è stato indicato per quel ruolo dal Partito Democratico e del Pd è stato illustre esponente proprio in virtù di quel ruolo a prescindere dalle sue qualità di presidente.  Dispiace – concludono i due consiglieri del Pd – di dover assistere a comportamenti così disinvolti e ci auguriamo che, per il futuro, il Pd voglia dotarsi di meccanismi di selezione della classe dirigente più chiari e partecipati». Preoccupazioni espresse anche da Sinistra Ecologia e Libertà del V Municipio: «Siamo di fronte –dichiarano in un comunicato – ad una crisi politica e istituzionale seria e complicata, che scaturisce sia dall’incapacità del maggior partito della maggioranza municipale, il Pd, di sanare le divergenze al proprio interno, sia dal difetto di collegialità che ha caratterizzato la Presidenza Caradonna, problemi peraltro già segnalati da tempo. Il suo passaggio ad una forza politica diversa da quella con cui è stato eletto, di vocazione centrista, richiede oggi più di ieri una trasparente verifica delle condizioni politiche, della continuità della maggioranza municipale e del suo programma, come peraltro richiesto anche da Miccoli. E’ a questo percorso che si può ancorare il contributo di Sel a una positiva soluzione della crisi, oltre che all’impegno programmatico sempre più forte sul terreno della partecipazione, dei diritti sociali e civili,  dell’etica politica, dell’opposizione alla Giunta Alemanno. Il V Municipio non merita di essere “regalato” alla destra: Sel intende impedirlo con tutte le sue forze e auspica che lo stesso vogliano fare le forze democratiche e di sinistra del V Municipio». Le prossime ore saranno fondamentali per l’evolversi della vicenda anche perché si dovrà decidere il nuovo assetto della giunta municipale.  Ora la partita è tutta interna. La sensazione, tuttavia, è che il terremoto politico scatenato da Caradonna sia solo alle prime scosse e che il suo epicentro sia proprio nell’area tiburtina.

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