Valmontone, Angelucci sfiduciato: cade la giunta

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 E\’ stata la vendetta di chi un anno fa era uscito ma anche quella di chi aveva avuto delle forti ambizioni nel futuro Parco tematico di Valmontone. In numeri la somma fa 11, quella dei consiglieri che lunedì sera hanno firmato la mozione di sfiducia nei confronti della giunta Angelucci che da ieri ha terminato così ufficialmente il suo mandato amministrativo.  Tre consiglieri di maggioranza, il vice sindaco, Piero Attiani e i consiglieri del Pd Luigi Ruggeri e Maria Stella Termini, più il Pdl costituito da Bellotti, Calvano, Bernabei e Villani e l\’immancabile gruppo di Miele, con i fedelissimi Pizzuti, Cestra e Mazzocchi. La trama polemica del gruppo dell\’opposizione originaria è uscita allo scoperto dopo anni di trabocchetti e tentativi di sgambetto ritrovandosi ora a braccetto con chi aveva nutrito dei forti dissapori nella maggioranza.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, stando alle prime indiscrezioni, è stata la mancata firma da parte del sindaco del protocollo d’intesa del Polo Turistico. Un caso che Cinque Giorni aveva trattato ampiamente in settimana riportando dapprima la soddisfazione del vicesindaco Attiani per l\’accordo raggiunto. Poi lo stop del sindaco sostenuto dai consiglieri Fiasco e Di Santo che avevano chiesto l\’accordo unanime all\’interno della maggioranza. Nemmeno la venuta dei responsabili del Polo, giunti a Valmontone giovedì scorso per la firma, aveva convinto Angelucci. E così dopo una serie successiva di rinvii è arrivata la sfiducia. 

«Il gruppo Dora di Brescia che fa affari a Valmontone con l’Outlet solo perché ha la potenza economica, attraverso l’Ing. Taini rappresentante legale della società, che è il Deus Ex Machina condiziona pesantemente le figure politiche, decide le maggioranze di governo e il sindaco meglio gradito – dichiara il deputato del Pd Renzo Carella in una nota stampa – Questa vicenda è veramente grave – aggiunge –  porterò nei prossimi giorni questa questione in Parlamento con una interrogazione al Ministro dell’Interno e al Ministro dello Sviluppo Economico per mettere in evidenza cosa accade e come si sta sviluppando, una vicenda dove è stato sempre privilegiato l’interesse del privato anziché della collettività. Valmontone deve tornare ad essere un paese dove a decidere chi governa sono solo i cittadini». Dopo oltre dodici anni di ininterrotto governo del centrosinistra, si attende ora la nomina del commissario governativo. Tra un anno si tornerà a votare.

 

 

                                                                                                                                        C.S.

 

 

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