Ponte Galeria, tunisina suicida al centro identificazione ed espulsione

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 Un nuova nuova tragedia al Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria. E’ quanto accaduto ieri mattina alle 6.45, quando il medico della Cri in servizio presso il Cie, chiamato d\’urgenza da una delle operatrici della Croce rossa, ha accertato la morte di M.M., una tunisina di 49 anni ospite del centro dallo scorso 24 aprile. Secondo quanto reso noto, si tratterebbe di un suicidio. "La Croce Rossa è profondamente addolorata per la scomparsa di M. M. dovuta a un gesto di cui nessuno aveva avuto sentore, nemmeno le sue compagne di stanza. Del resto l\’ospite non aveva mai dato segnali in tal senso né era sottoposta a qualsivoglia tipo di cura farmacologica o psicologica", ha sottolineato il direttore del comitato provinciale di Roma della Croce Rossa Italiana, Claudio Iocchi. Ma non è la prima volta che il Cie è teatro di episodi simili. A fine marzo un palestinese di 30 anni aveva tentato di impiccarsi tra le stanze del Centro. Qualche giorno prima, invece, un immigrato algerino di 40 anni, Salah Souidani, era stato trovato morto nella sua stanza. Alcuni immigrati del Cie avevano denunciato alcuni maltrattamenti che avrebbero portato l’algerino alla morte, ma le indagini accertarono che il decesso era avvenuto per un arresto cardiaco. Ma c\’era stato un altro episodio controverso al Cie: stando alla denuncia di alcuni esponenti politici della sinistra, nel corso di una loro visita la polizia di Stato aveva sequestrato un taccuino in loro possesso dove venivano riportati i nomi degli immigrati che avevano bisogno di aiuto e che un funzionario di polizia ha trattenuto. Una situazione, questa, che aveva portato il consiglio regionale ad approvare una mozione con la quale l’aula della Pisana impegnava il presidente della Giunta "a stigmatizzare al Prefetto di Roma, al Questore e al ministro dell\’Interno, il comportamento del funzionario e il trattamento che venne riservato ai consiglieri regionali in visita”.

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