Bioinceneritore, dietrofront del sindaco di Artena

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 Di concreto c’era solo la bozza di un’intesa tra la Regione Lazio e l’Acea. Ora però è l’amministrazione comunale a fare dietro front sul progetto di realizzazione del bioinceneritore. Il progetto prevedeva la costruzione di un impianto per produrre elettricità da biomasse, quel complesso di residui delle coltivazioni, letame, trucioli di legno e a quanto pare anche rifiuti, provenienti dalla Valle del Sacco. In un primo momento era stato scelto un terreno ex Eca non lontano dal centro abitato. Poi in seguito alle osservazioni e petizioni presentate dai cittadini è stata avanzata la volontà di spostare l’impianto in un’area ai confini con la Snia di Colleferro e la ferrovia all’alta velocità. La volontà era però soltanto “ufficiosa”, perché non esiste alcuna delibera consiliare sulla posizione espressa. Ma non è sulla localizzazione dell’impianto che è scoppiato il caso. La decisione è stata presa a seguito dell’ultima riunione, tenutasi in Regione lo scorso 14 aprile. E’ in quell’occasione che i dubbi del sindaco Maria Luisa Pecorari, presente all’incontro, si sono fatti più forti. Dopo il confronto tra le parti, i rappresentati di Regione e Provincia hanno chiesto ulteriori approfondimenti all’Università “La Sapienza”. Dopo l’ennesimo rinvio il sindaco di Artena ha chiesto perciò l’interruzione del progetto finchè non venga chiarito il funzionamento concreto dell’impianto. «Non abbiamo la certezza assoluta che all’interno del bio-inceneritore, il lindano, presente nei terreni inquinati della Valle del Sacco, sparisca del tutto – ha dichiarato il sindaco Pecorari – Prendo atto delle osservazioni dei miei cittadini e dico stop a questo progetto. Pur consapevole delle immense risorse economiche che potrebbe apportare un progetto del genere, sono preoccupata per le sorti di un territorio già devastato dall’inquinamento e vorrei vederci chiaro prima di prenedere delle decisoni avventate.»

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