Palestrina, il diavolo e i fantasmi nella casa di Thomas Mann

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I preti e i satanisti amano dire che l’astuzia più grande del diavolo è convincerci che non esiste, citando lo stesso poeta che definì Dio «un tiranno satollo di carne e di vini, che s’addormenta al dolce brusio delle nostre orrende bestemmie». Dunque il Diavolo esiste, almeno nella nostra testa, e si manifesta attraverso ombre, suggestioni, incantesimi.

IL RACCONTO DI THOMAS MANN NELLA CASA – Le stesse che probabilmente colpirono lo scrittore tedesco Thomas Mann nel suo soggiorno a Palestrina tra il 1895 e il 1898 in compagnia del fratello Heinrich. In quel palazzo ai piedi del tempio della dea Fortuna il celebre scrittore vide il diavolo in persona e lo rappresentò su un divano nel suo romanzo Doktor Faustus.
Lo chiama «tizio» e di lui dice che «non è un vero signore». «È un uomo piuttosto allampanato, anche più piccolo di me, con un berretto sportivo tirato su un’orecchia, mentre sull’altra i capelli rossigni gli sporgono dalla tempia. (…) Sopra una camicia a maglia righe trasversali porta una giacca a quadretti, con le maniche troppo corte. Ha i calzoni troppo stretti e le scarpe giallo trite, che non si possono più pulire. Ha una destrezza da imbonitore paesano, è vittimistico, sbruffone, ricattatorio».

I FANTASMI DI OGGI – Magari oggi, come allora, a Palestrina questa descrizione può ricordare i tratti di qualcuno. Ma ai numerosi inquilini che si sono succeduti in quella casa-museo di via Thomas Mann oggi sembrerà di vederlo in carne e ossa il «diavolo». Dal salotto di quella casa si respira in effetti un’atmosfera di strane presenze. Qualcuno parla di un passaggio segreto fra le case, una specie di stanza dei segreti mai ispezionata. «Rumori di passi, brusii e strani movimenti». E’ il racconto diretto di tutti quelli che sono passati da lì. Il che aggiunge un fascino incommensurabile a questo luogo. Ed è forse per questo che i nuovi inquilini vogliono rimanere qui, magari sulle orme di quei due fratelli la cui presenza a Palestrina (e questo senza “ombra di dubbio”) ha sempre conquistato vecchie e nuove generazioni.

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