Rocca di Papa, il centro equestre in balia del degrado e dell’abbandono

Gli ostacoli, i box, le strutture in legno destinate alla ristorazione e agli ospiti, gli spalti e le recinzioni vengono ormai depredate di giorno in giorno

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Il Centro equestre federale continua a perdere pezzi. Gli ostacoli, i box, le strutture in legno destinate alla ristorazione e agli ospiti, gli spalti e le recinzioni vengono ormai depredate di giorno in giorno. La vasta piana di oltre 145 ettari, patrimonio naturalistico dalle proprietà del terreno senza eguali, un tempo meta e centro di allenamento di cavalieri e amazzoni di tutta Italia, soffre il degrado e l’abbandono. Chiuso da 15 mesi, dopo il tracollo finanziario e gestionale della Fise, che ancora non riesce a eleggere il nuovo presidente in luogo dell’attuale commissario Gianfranco Ravà, il Centro equestre dei Pratoni del Vivaro, tra irruzioni abusive e greggi al pascolo, mostra uno scenario a dir poco desolante.

IL PROTOCOLLO – Il tavolo di confronto tra le istituzioni, che martedì scorso ha visto il suo secondo atto presso la Regione Lazio, con il presidente della V Commissione che si occupa tra l’altro di Sport e Turismo Eugenio Patanè, sta lavorando a un protocollo di intesa con il quale formalizzare la richiesta di affidamento del Centro da parte del Coni, che già in passato, in occasione dell’ultimo incontro con il presidente Giovanni Malagò, voluto dal sindaco di Rocca di Papa Pasquale Boccia, si era detto favorevole. I termini del protocollo, che vede coinvolta la Regione Lazio, il Parco dei Castelli romani e il Comune di Rocca di Papa, in collaborazione con il Coni e i Comuni limitrofi, ruotano intorno alla proposta di gestione operativa avanzata dall’atleta olimpico Mauro Checcoli dell’Accademia Caprilli, unica soluzione ad oggi intravista per riaprire il Centro equestre. Ma il tempo è tiranno e più i giorni passano più aumentano le spese da sostenere per rimettere in piedi le attività, che, secondo i piani, dovrebbero concentrarsi sul mondo del cavallo e al contempo ampliare l’offerta ad altre discipline sportive compatibili, nonché alla collaborazione con Università e Ministero delle Politiche Agricole.

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