Cinecittà, l’appello di Carlo Verdone per salvare gli studios

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Cinecittà, l'appello di Carlo Verdone per salvare gli studios

E’ una battaglia, quella per salvare gli studios di Cinecittà, che va ormai avanti dal 2012, quando fu presentato il progetto di riqualificazione. Da allora la paura dei dipendenti è quella di trasformare la «storia del cinema» in un ammasso di cemento. L’ultimo appello è arrivato in questi giorni da Carlo Verdone: «Cinecittà non deve scomparire».

L’APPELLO – L’attore e regista, nato e cresciuto nella capitale, ha confessato di aver voluto a tutti i costi girare il suo ultimo film proprio in quegli studios, “Sotto una buona stella”, in sala dal prossimo 13 febbraio, perché «ha ancora ottimi artigiani e ottimi creativi, che sanno lavorare molto bene. Cinecittà – ha anche aggiunto – ha della storia – deve resistere nel tempo, ha insegnato tanto e dobbiamo aiutarla. Sarà ridimensionata, vabbè, ma non deve scomparire. E’ un santuario del cinema e non va chiuso, è un simbolo che va preservato».

LA STORIA – Da tempo i lavoratori di Cinecittà lottano contro quella che chiamano “cementificazione”, una corsa al mattone che significherebbe la morte di un “bene comune”. Il progetto sarebbe quello di “eliminare” i teatri di posa costruendo un albergo e un parcheggio. Con l’obiettivo di passare da un’area che fa e racconta cinema a un’altra dedicata all’intrattenimento.

LE PAROLE DI CORATTI – «L’appello di Carlo Verdone per salvare gli studios romani di Cinecittà – ha dichiarato il presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti – va raccolto e rilanciato. Cinecittà non può e non deve scomparire. Quei luoghi rappresentano il meglio dell’arte cinematografica italiana, hanno raffigurato la creatività e l’immaginario dell’Italian  Style nel mondo. Genio artistico, professionalità, intraprendenza  e innovazione hanno contraddistinto gli operatori e gli addetti agli studi cinematografici. Cinecittà è un pezzo di storia di Roma e non deve scomparire. Ha ragione Verdone a definirlo “un santuario del cinema” da preservare  e rilanciare. Mentre “la Grande Bellezza” concorre per l’oscar, a dimostrazione di quanto sia apprezzato il nostro cinema nel mondo, Roma non si può permettere di far scivolare nell’abbandono quel patrimonio storico e di competenze racchiuso negli studios di Cinecittà».

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